Il pettine liccio ben si presta a scatenare la fantasia, permettendo di utilizzare filati che sul telaio a licci sarebbero più complicati da maneggiare.
Il telaio a licci, infatti, prevede che ogni filo sia passato nell'occhiello di una maglia (il liccio), di solito in cotone, o in nylon, o metallico.
La tensione dell'ordito e lo strofinio naturalmente prodotto dal movimento dei licci causano un indebolimento dei fili di ordito, specialmente se sono sottili, poco ritorti, molto grossi, pelosi, ecc. Perciò, di solito, si sconsiglia l'uso di filati poco resistenti, pelosi, irregolari, ecc. nell'ordito.
Nel telaio a pettine liccio, invece, i fili vengono alternatamente passati in un buchino oppure in una fessura del pettine. Siccome la fessura è abbastanza larga, si possono utilizzare anche fili "strani" (ciniglia, filati pelosi, bouclè...), avendo l'accortezza di posizionarli nelle fessure e utilizzando filati meno problematici nei buchetti.
Ovviamente si può azzardare fino ad un certo punto: è bene fare una prova prima di preparare l'ordito, semplicemente passando il filo problematico nella fessura e facendolo scorrere nel pettine; se non si impiglia, si può usare.
Va tenuto in conto che filati elastici, poco ritorti, pelosetti, & C. qualche problemino possono sempre darlo, quindi è bene mettere in conto che possa capitare di dover aggiustare le tensione, sostituire un filo che si rompe e piccoli inconvenienti simili. Un ordito troppo "fantasia", quindi, non è consigliabile a chi è alle primissime armi, ma per chi già si destreggia un po' è un lavoro divertente che consente di giocare con i colori e di utilizzare tanti avanzi di filati.
Ecco un piccolo promemoria per chi volesse cimentarsi con un ordito fantasia:
- utilizzare un telaio a pettine liccio
- montare l'ordito con orditura diretta (piolo e telaio)
- non fare orditi troppo lunghi
- fare una prova passando il filo irregolare in una fessura del pettine e facendolo scorrere per controllare che non si impigli
- inserire i fili grossi, pelosi, bouclè, irregolari, ecc., nelle fessure del pettine, usando filati lisci e più resistenti nei forellini del pettine
- si possono usare anche fili non tanto resistenti, perchè la tensione nel pettine liccio è minore; però fili che se tirati si spezzano troppo facilmente non vanno bene comunque (meglio lasciarli per la trama)
- fare attenzione alla tensione sia misurando l'ordito che avvolgendolo al subbio: i filati fantasia sono talvolta molto elastici
- tenere conto che filati diversi potrebbero reagire diversamente al lavaggio e restringersi, infeltrire, ecc. A volte può essere un'opzione ricercata, ma a volte potrebbe rovinare il lavoro
- nell'alternare materiali e colori può essere divertente procedere in maniera irregolare e quasi casuale: in realtà, per ottenere un effetto piacevole e limitare i fastidi è bene cercare di bilanciare un po' colori e materiali, evitando di concentrare tutti i fili di un certo tipo in una sezione dell'ordito; meglio mantenere una certa simmetria di fondo e alternare i materiali.
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sabato 29 ottobre 2016
Ordito irregolare nel pettine liccio
martedì 14 aprile 2015
Tessere con il lino (o lino-cotone)
Il lino è un materiale molto bello e naturale, ma richiede un po' di attenzione in più per essere tessuto.
Dalla mia (breve) esperienza le regole da seguire sono:
- il lino non è elastico: nel preparare l'ordito cercare di essere molto regolari nella tensione
- per montare l'ordito, aiutarsi con il rastrello, in modo da avere i fili distribuiti regolarmente nella larghezza finale
- fare attenzione che i fili sul subbio non si sovrappongano e inserire sempre le stecche o la carta tra gli strati di avvolgimento, anche per orditi corti
- controllare che non ci siano nodi o ispessimenti del filo
- il lino si rovina velocemente a causa dello strofinio: mettere i fili doppi in cimosa (2/4 fili per lato); i fili di cimosa sono quelli che subiscono maggiore sfregamento e tensione rischiano di rompersi più facilmente
- pettine: meglio mettere 2 (o 3) fili per dente su un pettine più rado, perchè lo strofinio indebolisce il filo, che potrebbe spezzarsi; in pratica: meglio 2 fili per dente su un pettine da 40/10, piuttosto che un filo per dente con pettine 80/10
- non tendere troppo l'ordito
- battere a passo chiuso e con decisione, ma una volta sola (più battute, più strofinio, maggiore rischio di rovinare il filo)
- il lino è più resistente se è leggermente umido: spruzzare leggermente d'acqua l'ordito (molto leggermente e facendo attenzione a non bagnare le parti in metallo del telaio che potrebbero arrugginirsi), oppure tenere un panno umido sull'ordito dietro ai licci; alcuni consigliano di inumidire anche il filo di trama, ma non mi pare necessario
- la spoletta non deve essere troppo piena, per non impigliarsi nell'ordito e causare sfregamenti
- il filo di trama sulla spoletta va avvolto con cura e ben compatto (tende facilmente a svolgersi e impigliarsi nella navetta)
- avanzare spesso il lavoro, così il passo sarà ben aperto
- quando si sospende il lavoro, ricordarsi sempre di allentare la tensione dell'ordito
- un filo che sta per rompersi può essere "salvato" con la colla di farina: mescolare pochissima farina e qualche goccia d'acqua ottenendo una pappetta, che va stesa in piccolissima quantità sul filo che sta per rompersi, riunendo i capi (se finisce anche sui fili vicini, non è grave, ma controllare che non si incollino tra loro e che non si formino ispessimenti); attendere che sia perfettamente asciutta prima di riprendere a tessere; con il lavaggio la colla di farina si scioglierà e sparirà
- è possibile durante il lavoro qualche filo finisca con lo spezzarsi; sostituirlo con uno nuovo, assicurandosi che non sia eccessivamente teso
- non fare una rifinitura a frange, perchè tenderanno a disfarsi e rovinarsi; meglio prevedere di tessere qualche centimetro in più per un orlo da ripiegare
- una volta tolto dal telaio, lavare il tessuto in acqua mediamente calda (vi si devono poter immergere le mani senza problemi) con poco sapone; stirare quando è leggermente umido
Le stesse regole valgono per il lino-cotone (filato misto, metà lino e metà cotone).
In realtà, le regole sono le stesse valide un po' per tutti i materiali, solo che con il lino vanno osservate con più attenzione, perchè non c'è l'elasticità della lana a compensare le piccole irregolarità; e, quando un filo si rompe... è rotto!
mercoledì 16 luglio 2014
Legature con filo tenditore
| Legatura con filo tenditore al subbio anteriore su telaio a pettine-liccio |
Prendere un filo robusto, lungo almeno 3 volte la larghezza dell'ordito, e annodarne un capo ad una estremità del tondino del subbio anteriore (o posteriore); far passare il filo nel primo mazzetto di fili di ordito, passarlo poi sotto il tondino, passarlo nel mazzetto di fili seguente, poi sotto il tondino e così via fino alla fine (si forma un passaggio a zig-zag tra il tondino e i mazzetti). Tirare e tendere bene il filo e poi fissarlo con un nodo alla fine del tondino.
Regolare la tensione dei fili di ordito tirando e/o allentando il filo "tenditore" e facendolo scorrere fino ad ottenere una tensione uniforme dei fili di ordito.
Con questo metodo si risparmia un po' di filato in ordito, perchè ne serve meno per fare le legature.
![]() |
| legatura con filo tenditore al subbio posteriore su telaio a 4 licci |
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giovedì 1 agosto 2013
Seta riciclata (aka "sari silk")
Nelle scorse edizioni di "Filo lungo Filo" al villaggio Leumann di Collegno non ho saputo resistere ai gomitoli e alle matasse di seta riciclata vendute al banchetto di Namaste Sahti, un importatore francese che vende filati attenti all'ambiente e solidali. In particolare, la seta riciclata che ho preso io viene dal Nepal.
Il filato viene ottenuto filando i fili residui della lavorazione della seta, oppure riciclando le fibre dei sari. Si tratta quindi di un filato che recupera materiali altrimenti destinati ad essere buttati (quindi ecologico), realizzato da cooperative di donne che così contribuiscono al benessere delle loro famiglie (e quindi solidale).
Proprio perchè la materia prima è la seta dei sari, i colori sono meravigliosi. I sari indiani (e non solo) hanno colori fantastici, che in questi filati sono mescolati tra loro dando un risultato brillante e imprevedibile, secondo me di grandissimo fascino. Un fascino reso ancora più intenso dal pensiero che queste fibre, prima di essere un gomitolo, sono state abiti bellissimi che hanno accompagnato la vita di donne di Paesi lontani, magari nelle feste o nei matrimoni... mi piace pensare che il filo si porta dietro una storia, e che questa storia sia tramandata dalle donne: prima come abito femminile (sari), poi come fibra filata dalle donne nepalesi, infine come filato che tesserò sul mio telaio !
La seta riciclata può essere lavorata a maglia, all'uncinetto, al telaio, ecc. Alcuni tipi sono più morbidi (ad esempio la matassa nella foto sopra), altri più rigidi; dipende spesso dal modo in cui è stata filata: a volte la filatura è molto stretta e avvolta, quindi il filo resta più rigido e compatto. Quando la filatura è più morbida il filato è più adatto per il lavoro all'uncinetto o a maglia da indossare, mentre i filati più rigidi sono più consigliabili per le borse e gli accessori.
E' in generale meglio fare gomitoli ben compatti e stretti, altrimenti il filato tende a scappare e ad avvoltolarsi, con conseguenze molto fastidiose! La cosa migliore è fare il gomitolo a mano (con la gomitolatrice il filato si impiglia e comunque il gomitolo resta troppo lento, rischiando di disfarsi e aggrovigliare il filo) e poi conservarlo dentro ad un pezzo di collant; quando si lavora, mettere il gomitolo in un sacchetto (tipo quelli per il freezer) chiuso con un laccetto in modo che il sacchetto rimanga abbastanza accostato al gomitolo: il gomitolo deve girare solo il poco che basta per far uscire il filo che man mano viene lavorato.
Il filato di seta riciclata è composto in gran parte da fibre corte, quindi risulta peloso. Bisogna tenerne conto sia perchè un po' perde i pelucchi, e poi perchè è abbastanza caldo: per gli accessori va benissimo per tutte le stagioni, mentre per capi da indossare non è un filato da clima caldo (ovviamente se usato come rifinitura o decorazione va benissimo sempre).
Se viene sottoposto a forte trazione il filato può sfilacciarsi. Non è quindi molto adatto in tessitura come ordito. Meglio usare per l'ordito un filato di colore coordinato ma liscio e resistente, mentre per la trama via libera alla seta riciclata!
Meglio non lasciare frange o capi liberi, perchè col tempo rischiano di spelacchiarsi o disfarsi. Nelle sciarpe, fare le frange arrotolate e strette all'estremità con un nodo, oppure fare una treccia, sempre fermata da un nodo.
Per lo stesso motivo, volendo usare la seta riciclata per un cordino, meglio intrecciarlo o arrotolarlo o al massimo annodarlo di tanto in tanto (e soprattutto alle estremità), invece di usare il filo libero che invece tenderà molto presto a perdere l'avvolgimento e man mano il filo si disferà...
La seta riciclata è in genere irregolare nello spessore, con tratti più sottili e più spessi che si alternano in maniera casuale. Anche i colori si alternano spesso in maniera casuale, ed è questa la caratteristica sicuramente più affascinante di questo filato; talvolta i gomitoli e le matasse hanno un colore dominante (più verso il blu, o verso il rosso, ecc.), ma soprattutto per i gomitoli è possibile che all'interno ci siano altri colori che all'inizio non si vedono. Se si progetta un lavoro in cui il colore è importante, preferire le matasse, in modo da poter verificare che i colori siano quelli voluti.
In ogni caso l'aspetto multicolore e sorprendente del filato dà al lavoro un carattere unico e speciale!
Di solito il filato riciclato non stinge: la seta trattiene bene i coloranti, e il fatto che la materia prima siano i sari fa sì che si tratti di materiali che sono stati già lavati. In ogni caso, proprio la diversa provenienza della materia prima consiglia di essere prudenti: meglio non accostare nello stesso lavoro la seta riciclata a filati bianchi o chiari e uniformi, a meno di non aver prima lavato il filato verificando la solidità dei colori di TUTTO il filato (è materiale riciclato: basta un solo tratto di filo che stinge per macchiare il bianco...)
Normalmente, tuttavia, non ci sono problemi.
Per andare sul sicuro, chi mi ha venduto il filato mi ha consigliato di mettere il capo finito a bagno in acqua e aceto per almeno un quarto d'ora prima di fare il primo lavaggio. Lavare a mano in acqua fredda con detergente delicato (lo shampoo va benissimo), non strizzare, ma rimuovere l'eccesso d'acqua avvolgendo il capo in un asciugamano e poi far asciugare in piano all'ombra, come per tutte le cose delicate e/o fatte a mano.
Procedendo così non ho avuto sorprese, se non la meraviglia dei colori!
Qui trovate un post con una mia sciarpa realizzata con la seta riciclata.
mercoledì 18 aprile 2012
Nuova sciarpa
Ordito: cotone mercerizzato multicolore nei toni blu/viola; 110 fili da circa 280 cm
Trama: come l'ordito (cotone mercerizzato 105 m per 50 grammi)
Pettine: 40/10, 1 filo per dente
Rimettaggio: seguito su 4 licci: 1-2-3-4
Densità: 4 fili al cm
Pedalatura: twill 2/2 (alzate: 12-23-34-41)
Misura finita: 26x180 cm + frange
Le frange sono state attorcigliate a gruppi di 4 fili.
N.B. - non c'è bisogno della cimosa flottante se:
- l'ordito ha un numero di fili di ordito mutliplo di 4 +2
- si infilano nei licci 1234, ripetere terminando con 12
- si lavora a saia 2/2 con alzate 12-23-34-41
- si inizia infilando la navetta da destra verso sinistra.
venerdì 21 ottobre 2011
Misure per tessuti a mano
Per definire le misure per un nuovo progetto da tessere, la strategia migliore sarebbe quella di prendere un metro da sarto e misurare un oggetto analogo che abbiamo sottomano e che magari utilizziamo e troviamo comodo.
Un'alternativa può essere quella di fare dello "spionaggio" prendendo le misure dei capi nei grandi magazzini (con molta discrezione, ovviamente) o andare nei siti on line e vedere lì le misure proposte per cioò che ci interessa.
Ecco tuttavia qualche suggerimento con le misure medie più comuni.
Chiaramente, valgono in linea generale: se volete regalare una sciarpa all'amica che ama portare sciarponi avvolti più volte attorno al collo, dovrete adattare lunghezza e larghezza di conseguenza!
Sciarpe
Quelle da uomo sono di norma più strette e più corte di quelle da donna, soprattutto nell'abbigliamento formale; le sciarpe da portare annodate al collo con la giacca non devono avere i capi liberi troppo lunghi e il materiale deve essere morbido e sottile.
Per le sciarpe sportive si possono usare filati più grossi e una maggiore lunghezza, soprattutto se destinate e giovani che amano portarle avvolte più volte attorno al collo.
Le sciarpe da donna possono essere di qualsiasi tipo e misura, a seconda del modo preferito di indossarle e dell'abbigliamento a cui si devono abbinare. Ci si può quindi sbizzarrire con le lunghezze e i filati, tenendo però sempre conto che una sciarpa va tenuta vicino al viso, quindi attenzione ai filati che "pizzicano"! Inoltre, cercare di mantenere una certa armonia di proporzioni: una sciarpa stretta e molto lunga non è molto piacevole da vedere e da usare, come anche una sciarpa lunghissima può non stare troppo bene addosso ad una persona non alta.
Gli scialli sono più larghi e più lunghi delle sciarpe, per poter essere avvolti attorno al corpo. Meglio usare filati leggeri e fini, che si possono drappeggiare e non creano l'effetto "infagottato"
sciarpa da uomo formale: da 25 x 120 cm a 30 x 130 cm
sciarpa da donna tipo cravattina da annodare: 15 x120 cm
sciarpa da donna media: 25 x150 cm
sciarpa da donna lunga: 30 x180(200) cm
scialle informale: 45 x 180 cm ; 50 x 200 cm
scialle grande da sera: 80 x 240 cm
Coperte e copertine
Sono lavori in genere di un certo impegno, quindi più che mai bisogna tener conto dell'uso a cui sono destinate, per non farle troppo piccole o troppo grandi.
Per le coperte da mettere come scaldapiedi sul letto si può usare qualsiasi materiale, anche la lana che pizzica, mentre per le coperte da usare tipo plaid usare materiali morbidi anche se di una certa grossezza, in cui sia piacevole avvolgersi.
Per le copertine da bambini scegliere materiali che non provocano allergie ed evitare le frange: fare un orlo rivoltato oppure bordare tutto con una stoffa coordinata.
coperta singola: 140 x 210 cm
coperta doppia: 210 x 210 cm
coperta tipo plaid: 100 x 180 cm
copertina bimbo da carrozzina: 80x80 cm; 90x90 cm
copertina bimbo da lettino: 120 x 120 cm
Biancheria da tavola
Le tovagliette non devono essere troppo piccole, altrimenti non riescono a contenere piatti e posate, ma neppure troppo grandi, se no quando si apparecchia al tavola finiscono col sovrapporsi perchè non c'è sufficiente spazio.
Le tovagliette di solito si fanno in set di almeno 2 tovagliette (set da 2, da 4, da 6, da 12...), anche abbinate al tovagliolo, che può essere anche diverso per fantasia e colori, purchè sempre in armonia; ad esempio, si può fare la tovaglietta a quadri e il tovagliolo in tinta unita in uno dei colori della tovaglietta.
I "runner" in genere devono avere una proporzione di 1:3, cioè il lato lungo deve misurare circa 3 volte il lato corto. I runner si possono usare in due modi: come fascia centrale del tavolo a scopo decorativo (per stabilire la lughezza, misurare il piano del tavolo e aggiungere due volte la misura della "caduta"), oppure come fasce trasversali che attraversano il tavolo e fanno da tovaglietta per due commensali seduti di fronte (in questo caso la larghezza deve essere almeno di 30-35 cm e la lunghezza pari alla misura del lato corto del tavolo + le due "cadute").
Le tovaglie tessute a mano sono un lavoro così prezioso che è bene farle sempre su misura: misurare le dimensioni del piano del tavolo e aggiungere tutto intorno la misura della caduta desiderata (larghezza del tavolo + 2 volte caduta; lunghezza del tavolo + 2 volte caduta)
tovagliette: 30x45 cm; 35x50 cm
tovagliolo: 30x30 cm; 40x40 cm
runner medio: 30x 90 cm; 40 x120 cm
Le misure date sono quelle finali: nel montare l'ordito tenere sempre conto del restringimento di lavorazione e del restringimento in fase di lavaggio! fare perciò sempre un ordito di qualche cm più largo della misura finale desiderata, misurare la lunghezza del lavoro già fatto allentando la tensione e lavorare qualche cm in più della misura finale desiderata.
Per i capi che devono essere uguali tra loro (tovagliette, tovaglioli, pannelli di una coperta o di una tovaglia) essere molto accurati nel misurare sul telaio. In caso di dubbio, lavorare qualche cm in più: si può sempre disfare qualche centimetro eccedente, ma non si può aggiungere tessuto non lavorato!
Infine, annotare sempre le misure di partenza (lunghezza a larghezza dell'ordito), le misure finali dopo il lavaggio e i materiali usati: queste informazioni saranno un utile promemoria di riferimento per lavori futuri.
Un'alternativa può essere quella di fare dello "spionaggio" prendendo le misure dei capi nei grandi magazzini (con molta discrezione, ovviamente) o andare nei siti on line e vedere lì le misure proposte per cioò che ci interessa.
Ecco tuttavia qualche suggerimento con le misure medie più comuni.
Chiaramente, valgono in linea generale: se volete regalare una sciarpa all'amica che ama portare sciarponi avvolti più volte attorno al collo, dovrete adattare lunghezza e larghezza di conseguenza!
Sciarpe
Quelle da uomo sono di norma più strette e più corte di quelle da donna, soprattutto nell'abbigliamento formale; le sciarpe da portare annodate al collo con la giacca non devono avere i capi liberi troppo lunghi e il materiale deve essere morbido e sottile.
Per le sciarpe sportive si possono usare filati più grossi e una maggiore lunghezza, soprattutto se destinate e giovani che amano portarle avvolte più volte attorno al collo.
Le sciarpe da donna possono essere di qualsiasi tipo e misura, a seconda del modo preferito di indossarle e dell'abbigliamento a cui si devono abbinare. Ci si può quindi sbizzarrire con le lunghezze e i filati, tenendo però sempre conto che una sciarpa va tenuta vicino al viso, quindi attenzione ai filati che "pizzicano"! Inoltre, cercare di mantenere una certa armonia di proporzioni: una sciarpa stretta e molto lunga non è molto piacevole da vedere e da usare, come anche una sciarpa lunghissima può non stare troppo bene addosso ad una persona non alta.
Gli scialli sono più larghi e più lunghi delle sciarpe, per poter essere avvolti attorno al corpo. Meglio usare filati leggeri e fini, che si possono drappeggiare e non creano l'effetto "infagottato"
sciarpa da uomo formale: da 25 x 120 cm a 30 x 130 cm
sciarpa da donna tipo cravattina da annodare: 15 x120 cm
sciarpa da donna media: 25 x150 cm
sciarpa da donna lunga: 30 x180(200) cm
scialle informale: 45 x 180 cm ; 50 x 200 cm
scialle grande da sera: 80 x 240 cm
Coperte e copertine
Sono lavori in genere di un certo impegno, quindi più che mai bisogna tener conto dell'uso a cui sono destinate, per non farle troppo piccole o troppo grandi.
Per le coperte da mettere come scaldapiedi sul letto si può usare qualsiasi materiale, anche la lana che pizzica, mentre per le coperte da usare tipo plaid usare materiali morbidi anche se di una certa grossezza, in cui sia piacevole avvolgersi.
Per le copertine da bambini scegliere materiali che non provocano allergie ed evitare le frange: fare un orlo rivoltato oppure bordare tutto con una stoffa coordinata.
coperta singola: 140 x 210 cm
coperta doppia: 210 x 210 cm
coperta tipo plaid: 100 x 180 cm
copertina bimbo da carrozzina: 80x80 cm; 90x90 cm
copertina bimbo da lettino: 120 x 120 cm
Biancheria da tavola
Le tovagliette non devono essere troppo piccole, altrimenti non riescono a contenere piatti e posate, ma neppure troppo grandi, se no quando si apparecchia al tavola finiscono col sovrapporsi perchè non c'è sufficiente spazio.
Le tovagliette di solito si fanno in set di almeno 2 tovagliette (set da 2, da 4, da 6, da 12...), anche abbinate al tovagliolo, che può essere anche diverso per fantasia e colori, purchè sempre in armonia; ad esempio, si può fare la tovaglietta a quadri e il tovagliolo in tinta unita in uno dei colori della tovaglietta.
I "runner" in genere devono avere una proporzione di 1:3, cioè il lato lungo deve misurare circa 3 volte il lato corto. I runner si possono usare in due modi: come fascia centrale del tavolo a scopo decorativo (per stabilire la lughezza, misurare il piano del tavolo e aggiungere due volte la misura della "caduta"), oppure come fasce trasversali che attraversano il tavolo e fanno da tovaglietta per due commensali seduti di fronte (in questo caso la larghezza deve essere almeno di 30-35 cm e la lunghezza pari alla misura del lato corto del tavolo + le due "cadute").
Le tovaglie tessute a mano sono un lavoro così prezioso che è bene farle sempre su misura: misurare le dimensioni del piano del tavolo e aggiungere tutto intorno la misura della caduta desiderata (larghezza del tavolo + 2 volte caduta; lunghezza del tavolo + 2 volte caduta)
tovagliette: 30x45 cm; 35x50 cm
tovagliolo: 30x30 cm; 40x40 cm
runner medio: 30x 90 cm; 40 x120 cm
Le misure date sono quelle finali: nel montare l'ordito tenere sempre conto del restringimento di lavorazione e del restringimento in fase di lavaggio! fare perciò sempre un ordito di qualche cm più largo della misura finale desiderata, misurare la lunghezza del lavoro già fatto allentando la tensione e lavorare qualche cm in più della misura finale desiderata.
Per i capi che devono essere uguali tra loro (tovagliette, tovaglioli, pannelli di una coperta o di una tovaglia) essere molto accurati nel misurare sul telaio. In caso di dubbio, lavorare qualche cm in più: si può sempre disfare qualche centimetro eccedente, ma non si può aggiungere tessuto non lavorato!
Infine, annotare sempre le misure di partenza (lunghezza a larghezza dell'ordito), le misure finali dopo il lavaggio e i materiali usati: queste informazioni saranno un utile promemoria di riferimento per lavori futuri.
venerdì 15 luglio 2011
Realizzare capi da uomo
Credo che sia una esperienza abbastanza comune: regalare ad un uomo (marito, findanzato, papà, nonno, fratello, amico...) qualcosa di fatto da noi e rendersi conto che il frutto della nostra fatica viene usato pochissimo; forse è stato indossato un paio di volte per farci piacere, ma poi è finito in un angolo buio dell'armadio e lì è rimasto.
Può capitare anche con regali fatti alle donne, ovviamente, ma con gli uomini succede più spesso, come anche è molto più difficile, e forse - diciamocelo - anche meno entusiasmante, progettare qualcosa che possa essere adatto ad pubblico maschile.
Un interessante articolo di David Burchall su Crochet Insider tratta proprio di questo tema. Consiglierei la lettura dell'originale, anche perchè l'autore ha spirito e, essendo uomo, conosce bene l'argomento, ma siccome penso che il tema sia di interesse generale, ho preparato un "riassunto" che può esser utile come piccolo promemoria (lo rispolvereremo verso Natale, credo).
Non ho resistito a inserire anche mie osservazioni e commenti, quindi diciamo che è una versione riveduta e corretta...
Ovviamente, le "regole" valgono come punto di partenza e riferimento, non sono leggi assolute!
Possono essere inoltre molto utili per realizzare capi maschili che non abbiano un destinatario specifico (ad esempio, destinati alla vendita).
Primo suggerimento fondamentale: se volete regalare qualcosa ad una persona in particolare, specie se uomo, osservate con attenzione cosa usa ed indossa più spesso: quali capi preferisce, quali colori, quali materiali. Guardate anche che tipo di vita fa: è una persona sportiva o elegante? meticoloso o sbadato? viaggia, vive all'aria aperta, o fa un lavoro sedentario? ecc. ecc.
Se non lo avete mai visto con un maglione di cashmere, probabilmente è perchè non gli interessa, o perchè la lana gli irrita la pelle, o perchè non saprebbe che farsene di un maglione che non si può appallottolare senza pensieri in valigia...
Colore
Per gli uomini meglio scegliere colori sobri. I colori vivaci e i contrasti troppo forti li mettono in difficoltà, mentre i colori pastello sono spesso associati all'idea di "baby".
Con i colori classici e scuri in genere non si rischia di sbagliare: nero, grigio, marrone e blu sono senza tempo e si abbinano alla maggioranza dei guardaroba.
Anche gli altri colori si possono usare, avendo però l'accortezza di scegliere tonalità scure; rosso, giallo e verde si possono usare, purchè in una tonalità medio-scura: il rosso bordeaux, il giallo senape scuro, il verde militare...
In genere gli uomini preferiscono pezzi di abbigliamento di un unico colore o al massimo con accenti di un secondo colore. Questo sia perchè non amano le cose molto variopinte e vistose, sia perchè ciò facilita l'abbinamento con altri capi.
Quindi: bene il tono su tono, ma in generale non usare più di due colori in un unico capo.
Ovviamente la regola di base è quella di osservare le abitudini della persona in questione: alcuni adorano un certo colore e ne evitano altri, quindi è sempre bene basarsi sul gusto personale del destinatario.
Scollo
Punto dolente: lo scollo sbagliato è la prima ragione per cui un maglione non viene indossato.
Lo scollo deve essere confortevole, non troppo largo e non troppo stretto.
Bene gli scolli tondi girocollo, purchè della giusta misura, e gli scolli a "V": Questi ultimi sono particolarmente indicati per gli uomini con il collo corto e robusto, o per quanti amano portare il maglione sopra la camicia.
Il collo alto in genere non è molto amato, sia perchè visto come una scomoda costrizione, anche se negli ultimi tempi è molto di moda e gli stilisti lo propongono spesso. La maggioranza, se vuole tenere il collo al caldo, preferisce portare una sciarpa piuttosto che un collo alto, anche perchè, una volta arrivato a casa o al lavoro, può toglierla per stare più comodo.
I ragazzi giovani portano volentieri i colli arrotolati, che però non stanno tanto bene ad uomini adulti, soprattutto se un po' robusti.
Da evitare lo scollo a barchetta, lo scollo quadrato e lo scollo a scialle, troppo femminili o simili all'idea delle antiquate giacche da camera.
Evitare gli scolli troppo larghi, che sformano il capo, ma accertarsi anche con grande cura che lo scollo sia sempre sufficientemente largo per far passare comodamente la testa: se è difficile da indossare, il vostro pullover sarà presto messo da parte.
Chiusure
Per andare sul sicuro, preferite la lampo ai bottoni. Meglio se la zip ha un colore scuro o è di metallo antichizzato. Evitare con cura qualsiasi cosa sia troppo vivace o luccicante.
Se si vogliono usare i bottoni, sceglierli semplici e non decorati, di un colore abbinato al capo (uguale o più scuro). Non metterne troppi, perchè gli uomini non amano perdere troppo tempo ad allacciarli e slacciarli.
Non usare bottoni per capi destinati a uomini che di solito non indossano maglioni abbottonati e, soprattutto, non regalare capi con bottoni a persone in età che potrebbero avere difficoltà ad allacciarli da soli.
Struttura
Tenersi alla larga dai maglioni troppo fluttuanti, agli uomini piacciono capi di una certa consistenza. Benissimo le cuciture definite e visibili, anche nel caso in cui siano false cuciture decorative; assicurarsi però che creino linee definite e pulite (non ondulate!)
I capi sottili, che seguono troppo le curve del corpo, riveleranno anche i difetti (qualche rotolino...), cosa che non piace a nessuno!
Lo sprone rotondo, adatto al massimo per i maglioni da sci, fa sembrare cascanti le spalle più vigorose e quindi va evitato: se si ama lavorare in tondo, optare per un taglio raglan con le cuciture (vere o finte) bene in evidenza.
Filato
Meglio non fare un capo da uomo in un filato pregiato e delicato. Gli uomini guardano di più alla praticità, quindi probabilmente ameranno di più un maglione che si può mettere in lavatrice rispetto ad uno che va portato in tintoria.
Evitare i filati pelosi e fantasia. I filati lisci e uniti sono in genre la scelta migliore; magari si possono abbinare ad un filato nello stesso colore con leggere sfumature, ma sempre con sobrietà.
Non usare filati molto grossi che rischiano di far sembrare chi li indossa un Eschimese che si è perso in città!
Fare attenzione alle allergie o al semplice fastidio: molti uomini sostengono che la lana "pizzica" sulla loro pelle, quindi non portano volentieri capi di lana. Guardate con attenzione: se un uomo non porta mai maglioni in lana, non fategliene dono!
Ci sono comunque molti bei filati alternativi che non contengono lana (cotone, misti, bambù, ecc.)
Stile
Agli uomini di solito piace lo stile classico. Inoltre, un design alla moda potrà essere usato per un paio di stagioni, ma poi verrà messo da parte, quindi il lavoro paziente di tante ore sarà presto dimenticato.
Gli uomini preferiscono non farsi troppo notare, quindi evitate i capi vistosi. Pensate a capi funzionali, non ad opere d'arte; resistete alla tentazione di essere "creativi", se dovete fare un capo da uomo.
Texture
Evitate le strutture troppo a rilievo, come le palline, le grosse trecce, ecc. Dimenticare anche le bordature elaborate, le frange, le traforature...
Maglioni con molte trecce o onde in genere richiedono tanto lavoro e sono poco apprezzati, perchè considerati troppo vistosi, quindi usate le trecce con parsimonia.
Preferite le trecce piccole e strette e, in generale, le linee dritte piuttosto che le cruve.
Consigli strategici
- Agli uomini non piace fare le prove degli abiti. Se serve fare una prova, cercare di prendere tutte le misure necessarie in una volta sola e annotarle con cura, così da poterle riutilizzare nelle prossime occasioni. Si possono anche prendere le misure da altri capi che indossa di frequente, dando la preferenza a quelli che usa più volentieri e in cui si sente a suo agio.
- Gli uomini si infastidiscono se gli si chiede cosa gli piace. Meglio osservare con cura cosa indossano di solito, guardando i colori, i materiali, le forme preferite... se ci si basa su queste indicazioni, di solito è difficile sbagliare (anche se sembra una mossa poco creativa).
- Non cercate di cambiare i gusti di un uomo: gli si regala qualcosa per fargli piacere e come gesto di affetto, non per combattere una battaglia per cambiare i suoi gusti. Meglio fare qualcosa che sarà indossato volentieri, anche se sembra simile a ciò che ha già (si può variare col colore, una finitura, una zip).
Quale migliore ricompensa che vedergli portare giorno dopo giorno il maglione frutto di tante fatiche ?
Le immagini sono tratte dal divertente blog di Franklin Habit
La didascalia della prima vignetta dice: "Pizzica!"
Può capitare anche con regali fatti alle donne, ovviamente, ma con gli uomini succede più spesso, come anche è molto più difficile, e forse - diciamocelo - anche meno entusiasmante, progettare qualcosa che possa essere adatto ad pubblico maschile.
Un interessante articolo di David Burchall su Crochet Insider tratta proprio di questo tema. Consiglierei la lettura dell'originale, anche perchè l'autore ha spirito e, essendo uomo, conosce bene l'argomento, ma siccome penso che il tema sia di interesse generale, ho preparato un "riassunto" che può esser utile come piccolo promemoria (lo rispolvereremo verso Natale, credo).
Non ho resistito a inserire anche mie osservazioni e commenti, quindi diciamo che è una versione riveduta e corretta...
Ovviamente, le "regole" valgono come punto di partenza e riferimento, non sono leggi assolute!
Possono essere inoltre molto utili per realizzare capi maschili che non abbiano un destinatario specifico (ad esempio, destinati alla vendita).
Primo suggerimento fondamentale: se volete regalare qualcosa ad una persona in particolare, specie se uomo, osservate con attenzione cosa usa ed indossa più spesso: quali capi preferisce, quali colori, quali materiali. Guardate anche che tipo di vita fa: è una persona sportiva o elegante? meticoloso o sbadato? viaggia, vive all'aria aperta, o fa un lavoro sedentario? ecc. ecc.
Se non lo avete mai visto con un maglione di cashmere, probabilmente è perchè non gli interessa, o perchè la lana gli irrita la pelle, o perchè non saprebbe che farsene di un maglione che non si può appallottolare senza pensieri in valigia...
Colore
Per gli uomini meglio scegliere colori sobri. I colori vivaci e i contrasti troppo forti li mettono in difficoltà, mentre i colori pastello sono spesso associati all'idea di "baby".
Con i colori classici e scuri in genere non si rischia di sbagliare: nero, grigio, marrone e blu sono senza tempo e si abbinano alla maggioranza dei guardaroba.
Anche gli altri colori si possono usare, avendo però l'accortezza di scegliere tonalità scure; rosso, giallo e verde si possono usare, purchè in una tonalità medio-scura: il rosso bordeaux, il giallo senape scuro, il verde militare...
In genere gli uomini preferiscono pezzi di abbigliamento di un unico colore o al massimo con accenti di un secondo colore. Questo sia perchè non amano le cose molto variopinte e vistose, sia perchè ciò facilita l'abbinamento con altri capi.
Quindi: bene il tono su tono, ma in generale non usare più di due colori in un unico capo.
Ovviamente la regola di base è quella di osservare le abitudini della persona in questione: alcuni adorano un certo colore e ne evitano altri, quindi è sempre bene basarsi sul gusto personale del destinatario.
Scollo
Punto dolente: lo scollo sbagliato è la prima ragione per cui un maglione non viene indossato.
Lo scollo deve essere confortevole, non troppo largo e non troppo stretto.
Bene gli scolli tondi girocollo, purchè della giusta misura, e gli scolli a "V": Questi ultimi sono particolarmente indicati per gli uomini con il collo corto e robusto, o per quanti amano portare il maglione sopra la camicia.
Il collo alto in genere non è molto amato, sia perchè visto come una scomoda costrizione, anche se negli ultimi tempi è molto di moda e gli stilisti lo propongono spesso. La maggioranza, se vuole tenere il collo al caldo, preferisce portare una sciarpa piuttosto che un collo alto, anche perchè, una volta arrivato a casa o al lavoro, può toglierla per stare più comodo.
I ragazzi giovani portano volentieri i colli arrotolati, che però non stanno tanto bene ad uomini adulti, soprattutto se un po' robusti.
Da evitare lo scollo a barchetta, lo scollo quadrato e lo scollo a scialle, troppo femminili o simili all'idea delle antiquate giacche da camera.
Evitare gli scolli troppo larghi, che sformano il capo, ma accertarsi anche con grande cura che lo scollo sia sempre sufficientemente largo per far passare comodamente la testa: se è difficile da indossare, il vostro pullover sarà presto messo da parte.
Chiusure
Per andare sul sicuro, preferite la lampo ai bottoni. Meglio se la zip ha un colore scuro o è di metallo antichizzato. Evitare con cura qualsiasi cosa sia troppo vivace o luccicante.
Se si vogliono usare i bottoni, sceglierli semplici e non decorati, di un colore abbinato al capo (uguale o più scuro). Non metterne troppi, perchè gli uomini non amano perdere troppo tempo ad allacciarli e slacciarli.
Non usare bottoni per capi destinati a uomini che di solito non indossano maglioni abbottonati e, soprattutto, non regalare capi con bottoni a persone in età che potrebbero avere difficoltà ad allacciarli da soli.
Struttura
Tenersi alla larga dai maglioni troppo fluttuanti, agli uomini piacciono capi di una certa consistenza. Benissimo le cuciture definite e visibili, anche nel caso in cui siano false cuciture decorative; assicurarsi però che creino linee definite e pulite (non ondulate!)
I capi sottili, che seguono troppo le curve del corpo, riveleranno anche i difetti (qualche rotolino...), cosa che non piace a nessuno!
Lo sprone rotondo, adatto al massimo per i maglioni da sci, fa sembrare cascanti le spalle più vigorose e quindi va evitato: se si ama lavorare in tondo, optare per un taglio raglan con le cuciture (vere o finte) bene in evidenza.
Filato
Meglio non fare un capo da uomo in un filato pregiato e delicato. Gli uomini guardano di più alla praticità, quindi probabilmente ameranno di più un maglione che si può mettere in lavatrice rispetto ad uno che va portato in tintoria.
Evitare i filati pelosi e fantasia. I filati lisci e uniti sono in genre la scelta migliore; magari si possono abbinare ad un filato nello stesso colore con leggere sfumature, ma sempre con sobrietà.
Non usare filati molto grossi che rischiano di far sembrare chi li indossa un Eschimese che si è perso in città!
Fare attenzione alle allergie o al semplice fastidio: molti uomini sostengono che la lana "pizzica" sulla loro pelle, quindi non portano volentieri capi di lana. Guardate con attenzione: se un uomo non porta mai maglioni in lana, non fategliene dono!
Ci sono comunque molti bei filati alternativi che non contengono lana (cotone, misti, bambù, ecc.)
Stile
Agli uomini di solito piace lo stile classico. Inoltre, un design alla moda potrà essere usato per un paio di stagioni, ma poi verrà messo da parte, quindi il lavoro paziente di tante ore sarà presto dimenticato.
Gli uomini preferiscono non farsi troppo notare, quindi evitate i capi vistosi. Pensate a capi funzionali, non ad opere d'arte; resistete alla tentazione di essere "creativi", se dovete fare un capo da uomo.
Texture
Evitate le strutture troppo a rilievo, come le palline, le grosse trecce, ecc. Dimenticare anche le bordature elaborate, le frange, le traforature...
Maglioni con molte trecce o onde in genere richiedono tanto lavoro e sono poco apprezzati, perchè considerati troppo vistosi, quindi usate le trecce con parsimonia.
Preferite le trecce piccole e strette e, in generale, le linee dritte piuttosto che le cruve.
Consigli strategici
- Agli uomini non piace fare le prove degli abiti. Se serve fare una prova, cercare di prendere tutte le misure necessarie in una volta sola e annotarle con cura, così da poterle riutilizzare nelle prossime occasioni. Si possono anche prendere le misure da altri capi che indossa di frequente, dando la preferenza a quelli che usa più volentieri e in cui si sente a suo agio.
- Gli uomini si infastidiscono se gli si chiede cosa gli piace. Meglio osservare con cura cosa indossano di solito, guardando i colori, i materiali, le forme preferite... se ci si basa su queste indicazioni, di solito è difficile sbagliare (anche se sembra una mossa poco creativa).
- Non cercate di cambiare i gusti di un uomo: gli si regala qualcosa per fargli piacere e come gesto di affetto, non per combattere una battaglia per cambiare i suoi gusti. Meglio fare qualcosa che sarà indossato volentieri, anche se sembra simile a ciò che ha già (si può variare col colore, una finitura, una zip).
Quale migliore ricompensa che vedergli portare giorno dopo giorno il maglione frutto di tante fatiche ?
Le immagini sono tratte dal divertente blog di Franklin Habit
La didascalia della prima vignetta dice: "Pizzica!"
venerdì 18 giugno 2010
Rifinire i bordi
Per rifinire il bordo di un tessuto fatto a mano si possono utilizzare diverse tecniche:
Rifinitura a zig zag
All'inizio e alla fine della tessitura fare alcuni passaggi di trama con un filo di diverso colore; una volta staccato il tessuto dal telaio, si esegue una cucitura a macchina con uno zig zag fitto lungo il bordo e poi si eliminano i passaggi di filo contrastante.
Rifinitura a frange
Per sciarpe, scialli, coperte, tovagliette, ecc. le frange possono essere un motivo decorativo piacevole. All'inizio e alla fine della tessitura fare alcuni passaggi di trama con un filo diverso per evitare che nelle manipolazioni successive la parte tessuta si disfi. Ricordare sempre di calcolare nella lunghezza dell'ordito anche la lunghezza desiderata per le frange, con un po' di abbondanza per poterle annodare (in particolare quando si monta un ordito lungo per fare più sciarpe in sequenza!) Staccare il tessuto dal telaio e sfilare delicatamente i passaggi di filo contrastante, annodando i fili di ordito a gruppetti di 6-8 fili; il numero dei fili per ogni gruppetto può variare a seconda della grossezza del filato utilizzato. Se si desidera una frangia più ricca, si possono aggiungere dei fili supplementari prima di annodare. La frangia si può annodare in maniera semplice (fare i nodi tutti nella stessa maniera e direzione!) oppure utilizzando le tecniche del macramè per ottenere un bordo più elaborato.
Dopo aver finito di annodare, disporre il tessuto su un tavolo con i fili delle frange ben stesi e tagliarli tutti alla stessa altezza.
Rifinitura sul telaio
Alla fine del tessuto: raggiunta a lunghezza desiderata, interrompere la tessitura e lasciare sulla destra una lunghezza di filo di trama almeno 4 volte la misura della larghezza del tessuto, poi con questo filo procedere come sopra.
Personalmente mi trovo meglio a lavorare da destra verso sinistra, ma si può fare lo stesso movimento anche da sinistra a destra. Ricordarsi perciò di lasciare il filo per la legatura dei mazzetti dal lato che risulta più comodo.
Rifinitura a zig zag
All'inizio e alla fine della tessitura fare alcuni passaggi di trama con un filo di diverso colore; una volta staccato il tessuto dal telaio, si esegue una cucitura a macchina con uno zig zag fitto lungo il bordo e poi si eliminano i passaggi di filo contrastante.Rifinitura a frange
Per sciarpe, scialli, coperte, tovagliette, ecc. le frange possono essere un motivo decorativo piacevole. All'inizio e alla fine della tessitura fare alcuni passaggi di trama con un filo diverso per evitare che nelle manipolazioni successive la parte tessuta si disfi. Ricordare sempre di calcolare nella lunghezza dell'ordito anche la lunghezza desiderata per le frange, con un po' di abbondanza per poterle annodare (in particolare quando si monta un ordito lungo per fare più sciarpe in sequenza!) Staccare il tessuto dal telaio e sfilare delicatamente i passaggi di filo contrastante, annodando i fili di ordito a gruppetti di 6-8 fili; il numero dei fili per ogni gruppetto può variare a seconda della grossezza del filato utilizzato. Se si desidera una frangia più ricca, si possono aggiungere dei fili supplementari prima di annodare. La frangia si può annodare in maniera semplice (fare i nodi tutti nella stessa maniera e direzione!) oppure utilizzando le tecniche del macramè per ottenere un bordo più elaborato.Dopo aver finito di annodare, disporre il tessuto su un tavolo con i fili delle frange ben stesi e tagliarli tutti alla stessa altezza.
Rifinitura sul telaio

Questa rifinitura si fa preferibilmente prima di staccare il tessuto dal telaio, poichè la tensione dei fili rende molto più facile il lavoro. Si ottiene una frangia a mazzetti che non è fermata da nodi e quindi risulta piatta e meno rustica.
All'inizio del tessuto: fare alcuni passaggi di trama con un filo contrastante, poi iniziare a tessere lasciando a destra una "coda" di filo lunga almeno 4 volte la larghezza del tessuto sul telaio. Fare alcuni passaggi di trama normalmente. Infilare il filo lasciato all'inizio in un ago senza punta e riunire i fili di ordito a mazzetti di 4-8 fili, eseguendo lo stesso movimento del punto a giorno a colonnine (vedere disegno).Alla fine del tessuto: raggiunta a lunghezza desiderata, interrompere la tessitura e lasciare sulla destra una lunghezza di filo di trama almeno 4 volte la misura della larghezza del tessuto, poi con questo filo procedere come sopra.
Personalmente mi trovo meglio a lavorare da destra verso sinistra, ma si può fare lo stesso movimento anche da sinistra a destra. Ricordarsi perciò di lasciare il filo per la legatura dei mazzetti dal lato che risulta più comodo.
sabato 5 giugno 2010
Cimose perfette (o quasi)
Per ottenere delle cimose regolari si può ricorrere a quella che in inglese è chiamata "floating selvedge", cioè cimosa flottante (o galleggiante).
Come si fa: il primo e l'ultimo filo di ordito non vengono passati in nessun liccio, e poi passano regolarmente nel pettine. In questo modo, durante la tessitura, i due fili laterali rimarrano sempre a mezza altezza, senza abbassarsi o alzarsi secondo il movimento dei licci; ad ogni passaggio di trama, si passa sopra o sotto il filo di cimosa, senza la necessità di fare particolare attenzione. Si può decidere di passare sempre sopra al filo di cimosa e poi infilare la spola sotto, o viceversa; non è importante l'ordine, anche se per avere delle cimose regolari sarebbe meglio seguire sempre lo stesso movimento. Con questo tipo di cimose, il filo laterale è sottoposto a minore sfregamento e si rovina meno, inoltre la tessitura procede più veloce, perchè non c'è bisogno di manipolare la spola per passare attorno al filo laterale quando questo rimane nella stessa posizione del passo precedente (ad esempio nelle batavie, nel panama, ecc.)
Come si fa: il primo e l'ultimo filo di ordito non vengono passati in nessun liccio, e poi passano regolarmente nel pettine. In questo modo, durante la tessitura, i due fili laterali rimarrano sempre a mezza altezza, senza abbassarsi o alzarsi secondo il movimento dei licci; ad ogni passaggio di trama, si passa sopra o sotto il filo di cimosa, senza la necessità di fare particolare attenzione. Si può decidere di passare sempre sopra al filo di cimosa e poi infilare la spola sotto, o viceversa; non è importante l'ordine, anche se per avere delle cimose regolari sarebbe meglio seguire sempre lo stesso movimento. Con questo tipo di cimose, il filo laterale è sottoposto a minore sfregamento e si rovina meno, inoltre la tessitura procede più veloce, perchè non c'è bisogno di manipolare la spola per passare attorno al filo laterale quando questo rimane nella stessa posizione del passo precedente (ad esempio nelle batavie, nel panama, ecc.)
domenica 18 aprile 2010
Da centrino a cestino
Questo è un trucco "della nonna" per rendere rigidi i lavori all'uncinetto, così da poter trasformare dei centrini in cestini in maniera facile (e reversibile).
Ecco come si fa.
Si sceglie la forma che si vuole dare, per esempio una ciotola.
Si prende una ciotola di vetro, plastica o ceramica della grandezza voluta e la si sistema rovesciata su una superficie piana.
Si prende il centrino e lo si immerge in una soluzione satura di acqua e zucchero: si mette dello zucchero in un bicchiere d'acqua, aggiungendone ancora finchè non si scioglie più nell'acqua e cade sul fondo; a questo punto la soluzione è satura.
Si bagna bene il centrino nella soluzione, si strizza leggermente e poi lo si sistema sulla ciotola rovesciata, dandogli la forma. Siccome inevitabilmente la soluzione sgocciolerà, proteggere il piano con uno strofinaccio o una tovaglietta di plastica.
Lasciare sulla forma finchè non sarà del tutto asciutto (possono essere necessari diversi giorni), poi staccare la ciotola-centrino dalla forma. Sarà diventato rigido e pronto ad accogliere caramelle, cioccolatini e quel che si vuole!
Lavandolo bene con acqua e sapone, tutto torna come prima.
Se invece si desidera che l'oggetto mantenga per sempre la sua forma, si può fare lo stesso procedimento usando, invece che acqua e zucchero, una mistura di acqua e vinavil (1/4 di vinavil e 3/4 di acqua). In tal caso, è necessario ricoprire la forma con della pellicola di plastica o alluminio, per non rovinarla!
Ecco come si fa.
Si sceglie la forma che si vuole dare, per esempio una ciotola.
Si prende una ciotola di vetro, plastica o ceramica della grandezza voluta e la si sistema rovesciata su una superficie piana.
Si prende il centrino e lo si immerge in una soluzione satura di acqua e zucchero: si mette dello zucchero in un bicchiere d'acqua, aggiungendone ancora finchè non si scioglie più nell'acqua e cade sul fondo; a questo punto la soluzione è satura.
Si bagna bene il centrino nella soluzione, si strizza leggermente e poi lo si sistema sulla ciotola rovesciata, dandogli la forma. Siccome inevitabilmente la soluzione sgocciolerà, proteggere il piano con uno strofinaccio o una tovaglietta di plastica.
Lasciare sulla forma finchè non sarà del tutto asciutto (possono essere necessari diversi giorni), poi staccare la ciotola-centrino dalla forma. Sarà diventato rigido e pronto ad accogliere caramelle, cioccolatini e quel che si vuole!
Lavandolo bene con acqua e sapone, tutto torna come prima.
Se invece si desidera che l'oggetto mantenga per sempre la sua forma, si può fare lo stesso procedimento usando, invece che acqua e zucchero, una mistura di acqua e vinavil (1/4 di vinavil e 3/4 di acqua). In tal caso, è necessario ricoprire la forma con della pellicola di plastica o alluminio, per non rovinarla!
domenica 21 febbraio 2010
Se un filo inizia a cedere...
Un piccolo trucco che ho inventato e sperimentato con successo.
Mentre si tesse, può capitare che nell'ordito un filo cominci a consumarsi per lo strofinio col pettine e con i licci; può infatti succedere che nei filati composti da più capi (tipo lana e misti) uno dei fili più sottili si rompa. Bisogna fermarsi e intervenire, altrimenti il passaggio del pettine porterà con sé il filo rotto formando un nodo dietro ai denti.
Si prende un pizzico di farina e la si mescola con qualche goccia d'acqua per ottenere un impasto fluido, che sarà la nostra "colla".
Si mette un pezzetto di carta sotto al filo che si sta rompendo e poi si passa la colla sul filo in modo che il capo rotto aderisca bene al resto del filato 8la carta serve ad impedire che si incollino anche i fili vicini).
Si attende che la colla si secchi - 10 minuti sono sufficienti - e poi si continua a tessere normalmente.
In questo modo il filo rotto non viene ulteriormente sollecitato dal pettine, rimane in posizione, e con i passaggi di trama successivi viene regolarmente compreso nell'intreccio senza disfarsi. Non bisogna preoccuparsi dell'aspetto biancastro che avrà assunto il filo riparato a causa della colla: una volta terminata la tessitura, il normale lavaggio porterà via completamente i residui di farina e non si vedrà più nulla.
E' meglio perdere qualche minuto con questo sistema molto artigianale ma efficace, che dover sostituire o riparare un filo di ordito rotto!
Mentre si tesse, può capitare che nell'ordito un filo cominci a consumarsi per lo strofinio col pettine e con i licci; può infatti succedere che nei filati composti da più capi (tipo lana e misti) uno dei fili più sottili si rompa. Bisogna fermarsi e intervenire, altrimenti il passaggio del pettine porterà con sé il filo rotto formando un nodo dietro ai denti.
Si prende un pizzico di farina e la si mescola con qualche goccia d'acqua per ottenere un impasto fluido, che sarà la nostra "colla".
Si mette un pezzetto di carta sotto al filo che si sta rompendo e poi si passa la colla sul filo in modo che il capo rotto aderisca bene al resto del filato 8la carta serve ad impedire che si incollino anche i fili vicini).
Si attende che la colla si secchi - 10 minuti sono sufficienti - e poi si continua a tessere normalmente.
In questo modo il filo rotto non viene ulteriormente sollecitato dal pettine, rimane in posizione, e con i passaggi di trama successivi viene regolarmente compreso nell'intreccio senza disfarsi. Non bisogna preoccuparsi dell'aspetto biancastro che avrà assunto il filo riparato a causa della colla: una volta terminata la tessitura, il normale lavaggio porterà via completamente i residui di farina e non si vedrà più nulla.
E' meglio perdere qualche minuto con questo sistema molto artigianale ma efficace, che dover sostituire o riparare un filo di ordito rotto!
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