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mercoledì 12 settembre 2018

Una cascata di bianco

Questa sciarpa è fatta con una mescolanza di diversi filati bianchi che avevo a disposizione: lana mohair sottile, ciniglia, microfibra a fiocchetti sofficissimi, microfibra pelosetta e un bel cachemire color panna che ho usato per la trama.
I fili di ordito passati nel pettine liccio
Il lavoro di orditura è stato particolarmente laborioso: non solo alcuni filati erano particolarmente delicati, ho dovuto anche evitare di rimettere i fili più spessi nei forellini del pettine liccio, sono stata attenta a mantenere la tensione costante pur in presenza di filati molto elastici e filati che non lo erano affatto, eccetera... insomma una bella sfida, ma con una buone dose di tenacia (a Roma la si chiamerebbe in maniera più efficace "tigna"), alla fine ce l'ho fatta!
I fili di ordito finalmente "domati"!
Grazie ai filati molto morbidi e al cachemire la sciarpa è venuta leggera e soffice, quasi una nuvoletta bianca da mettersi piacevolmente al collo quando farà più freddo.

lunedì 9 ottobre 2017

Ecoprint


Ieri ho trascorso una bella giornata in Umbria, ospite di Silvia Argenti, bravissima artista del feltro e della tintura, insieme ad altre artigiane tessili (Konny, Letizia, Celeste, Livia e Iliana), per imparare i primi passi dell'Ecoprinting.
L'ecoprint consiste nel tingere i tessuti utilizzando elementi naturali come foglie, fiori, bacche... quale stagione migliore dell'autunno per sperimentare?
Si possono usare tanti tipi di piante, ma ognuna dà effetti diversi, che cambiano anche a seconda di come il tessuto viene trattato.
Il risultato è sempre sorprendente, ed aprire le stoffe dopo la "cottura" è una vera magia!
Grazie di cuore alle "ragazze" che hanno condiviso questa splendida giornata di esperimenti e allegria!

sabato 8 luglio 2017

Filato sottile


 
Mi sto avventurando in un nuovo lavoro, stavolta con filato abbastanza sottile, un misto lino montato sul telaio a pettine liccio. Visto il periodo estivo, ho approfittato di una "location" all'aperto.

Telaio: pettine liccio
Riduzione del pettine: 48/10
Larghezza al pettine: 40 cm
Ordito: 192 fili, lunghezza 2.80 m circa
Materiale: misto lino
Tecnica: tela con tecnica libera
Orlo a mazzetti su 4 fili di ordito, 3 passaggi di trama

Ecco l'inizio del lavoro con i primi cm di tela...

lunedì 24 aprile 2017

Variazioni Rosengang

L'ordito è sempre lo stesso ormai da diversi mesi, e il lavoro procede molto lentamente, superato giornalmente da altre priorità e attacchi di stanchezza...
Comincia tuttavia a vedersi all'orizzonte la fine dell'ordito e con questa la prospettiva di iniziare un nuovo lavoro, magari destinato a concludersi in tempi meno allungati.
Nelle due fasce centrali il rimettaggio Rosengang è pedalato come "Monk's Belt", sempre con tela di fondo. Alternando i colori si ottengono dei disegni interessanti, pur utilizzando di fatto solo due pedali per volta, più la tela.

Il campione in alto è invece con pedalatura Rosengang, sempre con tela di fondo: 12 - 23 - 34 - 41 - 12 - 41 - 34 - 23 e ripetere; il passaggio in grassetto è di colore diverso.

Un altro campione è una alternanza di pedalature seguite e a ritorno, in modo da creare rombi e zig-zag. La tela di fondo è usata solo nella parte centrale, dove si forma la losanga, mentre nella parte a zig-zag non l'ho inserita. Ho usato come trama una lana un po' irregolare, che dà al tessuto una consistenza vellutata, ma rende meno evidente in disegno.

lunedì 24 ottobre 2016

Ms &Os: sperimentazioni di colore

Ho continuato a sperimentare con i colori sull'ordito con rimettaggio Ms & Os iniziato questa estate.
Questi sono i risultati dopo il lavaggio. Va notato che dopo il lavaggo l'effetto di zone fitte e rade diventa più evidente.
Alternanza di giallo, rosso e arancione, usati con il bianco di fondo, da soli o alternati in ciascuna sezione. Si ottengono tantissime variazioni, per cui sia il colore, sia il motivo sembrano molto più complessi di quanto non siano effettivamente.
Alternanza di bianco e bordeaux, a formare grosse zone scambiate di quadrati a tela alternati a quadrati a righe verticali.
Giallo, verde e zone bicolori bianco e rosso bordeaux, in sezioni "basse, che ricordano un po' le cellule del nido d'ape.

giovedì 13 ottobre 2016

Filo lungo filo 2016

Qualche immagine dalle mostre di Filo lungo filo 2016.
 La mostra principale è stata Cappello Accessorio Necessario, frutto del concorso internazionale sul tema del cappello promosso dal Coordinamento Tessitori. Sono stati selezionati 50 lavori, che hanno fatto tappa al Villaggio Leumann, dopo essere stati esposti al Museo della Lana di Stia e prima di partire per nuove esposizioni in Italia e in Belgio. Le tecniche presentate erano moltissime, dal feltro, alla tessitura, alla modisteria classica, all'uso di materiali particolari, ai cappelli trasformabili in borse, ecc.
Per ulteriori informazioni, e per foto decisamente migliori, potete seguire questi link: articolo su tessereamano, elenco dei premiati.
Una seconda mostra era dedicata a Van Gogh in Patchwork. I lavori, che avevano per soggetto diversi capolavori famosissimi di van Gogh, erano davvero sorprendenti per ricerca cromatica e precisione esecutiva. Bisognava avvicinarsi e osservare con molta attenzione per rendersi conto di trovarsi davanti ad un patchwork, fatto di pezzetti minutissimi, uniti con cuciture fatte con un tecnica a mano libera con la macchina per cucire. Nel particolare si vede meglio la lavorazione minuziosa.
In questo post di noserialnumber tante belle foto e un interessante articolo sulla mostra.


Graziella Guidotti ha presentato un lavoro dedicato alla Storia della Castellana di Vergi. Durante il convegno un video ci ha aiutato a conoscere meglio questa storia d'amore travagliata, che compare in affresco nella decorazione di una camera di Palazzo Davanzati a Firenze. I pannelli della maestra tessitrice Graziella Guidotti sono leggerissimi e lavorati a broccato con un tecnica molto curata, che rende meravigliosamente gli effetti cromatici di chiaroscuro e trasparenza.
Graziella Guidotti, la Castellana di Vergi, particolare
Il telaio della gioia è stato il titolo della mostra dei lavori di Marilena Terzuolo, allestiti in una sala dove sono presenti anche alcuni antichi telai. A me sono particolarmente piaciuti questi piccoli frammenti di tessuto, con una tecnica che mi fa pensare al Krokbragd nordico.
Tessuti di Marilela Terzuolo
Infine l'intervento coloratissimo e molto divertente delle Donne ai ferri corti di Collegno con un Knit Pic Nic veramente da non mancare. La Vespa rivestita in maglia e le leccornie tutte fatte ai ferri sono un capolavoro!

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Some images from the exhibitions during Filo lungo filo 2016.

mercoledì 8 ottobre 2014

Filo lungo filo 2014


Qualche immagine da Filo lungo filo al Villaggio Leumann; quest'anno si è celebrata la XX edizione, e per me è stata particolarmente divertente perchè sono passate a salutarmi diverse amiche, con le quali il tempo è volato in allegria... il risultato è stato, però, che non ho quasi fatto fotografie!
Un piccolissimo promemoria della mia ricarica annuale di tessitura è però doveroso.
Qui sopra ecco l'unica foto del nostro banco appena allestito; col passare delle ore la solita confusione iniziale è aumentata e gli oggetti hanno cambiato di posto e qualcuno anche di proprietario (!)
Come ogni anno sono state presentate diverse mostre:

Le Trame Sociali di Matteo Mossa, artista tessitore sardo che con grande sensibilità collega il lavoro al telaio ai temi contemporanei della ingiustizia sociale, della violenza sulle donne, dell'immigrazione. Per conoscerlo meglio: un'intervista  e un breve video.
E poi i Tappeti postemporanei di Luciano Ghersi, realizzati con straordinario senso del colore (la foto non rende purtroppo giustizia) e con un occhio al riciclo: spesso le sue opere sono fatte con scarti di fili o di stoffe, o anche con le vecchie buste di plastica. Tessitore di grande esperienza, ci tiene ad invitare tutti a toccare le sue opere, e finalmente l'irrefrenabile istinto di ogni tessitore o tessitrice di toccare e guardare il retro è stato soddisfatto!
Personaggio curioso e attivissimo (è l'inventore della geniale "brandamaglia"), presenta il suo lavoro e il suo pensiero, giocando con gli intrecci e con le parole, nel blog Hypertextile e alla Facoltà di Tessere di Porchiano.
Infine, l'installazione Irrinunciabile di Patrizia Polese, davvero magica con le sue nasse che diventano donne che indossano sottovesti... Non ho fatto foto, perchè una installazione è fatta per starci in mezzo, e i giochi di luce in penombra che rendevano così suggestiva la sala non credo si possano rendere con una fotografia (o perlomeno non con le mie scarse capacità di fotografa!). L'installazione, in una versione diversa, la potete ammirare qui, mentre per saperne di più c'è il sito di Patrizia Polese.

E infine un grande ringraziamento a tutti quelli che si sono fermati a curiosare, a chi ha fatto i complimenti, a chi mi ha riconosciuto dal blog, ai vicini di banco sempre più simpatici, a chi mi è venuta a salutare dalla Sicilia (grazie Titti!), alle "compagne" della Scuola San Giacomo che sono state un grande supporto morale e un infallibile portafortuna, alla impagabile Maria Tavares di LanaViva che si materializza ogni volta che c'è bisogno di un passaggio, alle organizzatrici preziose, instancabili e sempre sorridenti, e a Silvia, immancabile compagna di avventura!

lunedì 16 giugno 2014

Mostra Scuola San Giacomo

 Come ogni anno, segnalo la mostra di fine anno della Scuola di Arti Ornamentali "San Giacomo" di Roma, dove ho studiato tessitura e macramè.
La mostra è un'occasione per vedere i bellissimi lavori eseguiti durante l'anno dagli allievi (i corsi vanno dall'Arazzo, all'Oreficeria, al Disegno, al Restauro, ecc.), ma anche per incontrare docenti e studenti e magari pensare di iscriversi ad un corso per il prossimo anno! 
la Scuola è pomeridiana e comunale, rivolta a tutte le età, molto seria e dal costo accessibile.

dal 19 al 25 giugno 2014 
Mostra degli Allievi del Corso di Arazzo (Telaio Verticale) - Docente Federica Luzzi
Scuola Arti Ornamentali San Giacomo
Via di San Giacomo 11 Roma
la mostra è visitabile il pomeriggio (chiuso mattina e sabato)

Inaugurazione il 19 giugno ore 17.00

giovedì 3 aprile 2014

Laboratori aperti alla Scuola Arti Ornamentali di Roma - 7-11 aprile

Nei prossimi giorni la scuola Arti Ornamentali del Comune di Roma "San Giacomo" aprirà i suoi laboratori in attività al pubblico per permettere un contatto diretto con la produzione artistica ed artigianale durante le fasi di lavorazione.
Sarà possibile vedere al lavoro gli allievi e gli insegnanti, potendo osservare da vicino "come si fa" e parlando direttamente con chi insegna e impara in questa bellissima scuola. 
In particolare, per chi ama la tessitura, lunedì, martedì e mercoledì si potrà conoscere meglio il corso di Arazzo tenuto da Federica Luzzi. Le foto di questo post sono lavori dei suoi (bravissimi) allievi!
Può essere l'occasione per sciogliere qualche curiosità, far nascere nuovi entusiasmi... e iniziare a pensare di iscriversi per l'anno prossimo!
Ecco dove e come:
Laboratori aperti alla Scuola Arti Ornamentali del Comune di Roma "San Giacomo"  
dal 7 all'11 aprile dalle ore 16-19
Via San Giacomo, 11 (Fermata Metro Spagna)
Corso di Arazzo - Telaio Verticale - Docente Federica Luzzi


venerdì 18 ottobre 2013

Corso di Arazzo a Roma

 
La Scuola Arti Ornamentali di via San Giacomo a Roma è la scuola dove ho imparato a tessere e dove ho conosciuto molte persone in gamba. Ultimamente, purtroppo, il Comune di Roma, cui la scuola appartiene, non sta valorizzando questa interessante risorsa, che si rivolge agli adulti che vogliono imparare un'arte andando in una "vera" scuola, con bravi insegnanti, spazi attrezzati e un orario "serio", che coinvolge almeno 2-3 pomeriggi a settimana, consentendo così di immergersi davvero in ciò che si sta imparando.
Il corso di Arazzo è sicuramente un'opportunità unica a Roma.
L'insegnante, Federica Luzzi, è un'artista di grande sensibilità che partecipa regolarmente ad esposizioni internazionali (l'ultima è "Shell").
Si lavora su grandi telai verticali, bellissimi, si viene seguiti passo passo e poi stimolati a progettare i propri lavori e a sperimentare numerose tecniche.
Il corso è biennale e si svolge il pomeriggio nella sede centralissima di via di San Giacomo 11 a Roma; ci sono ancora dei posti disponibili per l'anno accademico 2013-2014 !
Per saperne di più:
- le informazioni generali sui corsi del Comune di Roma (costi, modalità di iscrizione, ecc.)
- i recapiti della Scuola Arti Ornamentali con l'elenco dei corsi. 

giovedì 4 aprile 2013

Tartan



Il tartan è fondamentalmente un tessuto a quadri, anche se con caratteristiche specifiche e significati molto più profondi. Ogni sequenza di colori, infatti, in Scozia era in passato legata ad un particolare villaggio o clan, e ne costituiva un segno identificativo forte.

Per tessere un tartan:
- l'intreccio è a batavia (saia 2/2)
- la sequenza delle strisce colorate è uguale sia in orizzontale che in verticale
- la sequenza dei colori si ripete simmetricamente sia in verticale che in orizzontale
In questo modo, lungo la diagonale si ottengono quadrati regolari in cui trama e ordito dello stesso colore si incontrano.

Per saperne di più:
- un buon articolo sul tartan, con foto e in italiano, su Trama e Ordito
- la voce "tartan" di Wikipedia in italiano
- la voce "tartan" di Wikipedia in inglese (più approfondita)
- un testo su arizona.edu dedicato al tartan con alcuni motivi spiegati
- una serie di schemi di tartan su Handweaving.net
- altri schemi di tartan con varianti-colore più moderne su Handweaving.net

 Alcuni programmini on-line per simulare o trovare dei tartan:
- Tartanmaker, dalla grafica semplice e accattivante e, soprattutto, molto intuitivo nell'uso, realizzato da due webdesigner italiani
- un repertorio di antichi tartans dei vari clan su ScotClans
- per giocare con i colori e fare delle prove di tartan ( i colori sono quelli base), su HouseOfTartan

mercoledì 3 aprile 2013

Quadrettati


Esistono molti tipi di tessuti a quadri, essendo questo il modo più semplice di creare un motivo in una stoffa; dopo le righe, ovviamente.
Di base, i quadri si ottengono dove si incrociano bande orizzontali e verticali di diversi colori, così da ottenere zone alternate di colore A (dove si incontrano trama e ordito di colore A), di colore B (dove si incontrano trama e ordito di colore B) e di un terzo colore intermedio (dove si incontrano trama di colore A e ordito di colore B o viceversa).

I tessuti a quadri possono prendere nomi diversi:
- quadrettato (in inglese plaid): genericamente, un qualsiasi tessuto in cui bande verticali di due o più colori si incrociano con bande orizzontali, formando riquadri di varie dimensioni
- a scacchi (in inglese checks, in francese vichy): tessuto a tela a due colori, con quadri di uguali dimensioni (è il tessuto a quadretti classico delle tovaglie o delle camicie)
scacchi o vichy
- gingham: tessuto a tela, con riquadri di uguali dimensioni a due o più colori (con due colori è a scacchi, ovviamente)
gingham a più colori

- madras: tessuto leggero a riquadri (spesso in cotone) con sequenza colori e intrecci vari; prende nome dalla città indiana di Madras, un tempo colonia inglese dove si produceva principalmente questo tipo di tessuti
- tartan: tessuto a batavia (saia 2/2) con riquadri in cui la sequenza dei colori si ripete in maniera speculare sia orizzontamente che verticalmente.
tartan

venerdì 8 giugno 2012

Avanguardie russe

Disegni per tessuti di Liubov Popova
  Mi sono imbattuta nel lavoro di due artiste russe che negli anni a cavallo della Rivoluzione si sono occupate anche di disegno e progettazione tessile.
Disegno di stampa per tessuto di Varvara Stepanova
Sono Liubov Popova e Varvara Stepanova.
Progetto di abito femminile di Varvara Stepanova
Sul sito della Tate Gallery si trovano due interessanti articoli sull'arte delle avanguardie russe e sul lavoro tessile della Popova.
Le Avanguardie Russe sono inoltre oggetto di una interessante mostra a Roma presso il Museo dell'Ara Pacis (non ci sono però elementi tessili).

giovedì 15 dicembre 2011

Tessitura da salvare - Al Sadu weaving

Nella lista del patrimonio immateriale dell'Umanità dell'UNESCO è stata inserita la tessitura tradizionale Al Sadu, un tempo diffusa presso le popolazioni beduine degli Emirati Arabi, ed oggi in via di estinzione, poichè ormai praticata solo dalle donne anziane.
Si spera che l'inserimento nella lista UNESCO spinga le giovani ad imparare questa tecnica, che è anche custode di tradizioni antichissime, simbologie in via di sparizione e occasione di socialità tra le donne intente al lavoro del telaio e della filatura.
La tessitura Al Sadu è eseguita su un telaio molto semplice, composto di bastoni e paletti inseriti nella sabbia. Un vero telaio "nomade"!
L'intreccio di base è la tela ad effetto di ordito, con lane locali usate nei colori naturali, oppure tinte in nero, rosso e talvolta in altri colori. Gli uomini si occupano della cura delle pecore e della tosatura, mentre le donne filano e tingono la lana, utilizzandola poi per tessere.
La filatura e tutti i procedimenti della tessitura, dall'orditura alla tessitura vera e propria, vengono eseguite dalle donne riunite in gruppi, quindi la produzione di questi tessuti è anche strettamente legata alla conservazione del patrimonio di tradizione orale di queste popolazioni, perchè tessendo si racconta, si canta, si trasmettono proverbi, storie, poesie, canti...
Uno sguardo a queste tradizioni è in questo video sul sito dell'UNESCO (in inglese, ma le immagini sono un linguaggio universale!).

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UNESCO's Intangible Cultural Heritage list protects intangible aspects of cultural heritage, including knowledge of traditional crafts endangered by industrialization. One of the most recent additions to the list is Al Sadu weaving, a traditional warp-faced plain weave practiced by Bedouin women in the rural United Arab Emirates (U.A.E.). This video shows the Al Sadu textile tradition.

martedì 26 aprile 2011

Uova di Pasqua

Ieri sono andata al Museo Pietro Canonica in Villa Borghese, per visitare una piccola ma interessante mostra dedicata alle uova di Pasqua della tradizione rumena. C'erano numerose uova decorate con tantissimi diesegni diversi, e un video spiegava il procedimento usato per decorarle, che è simile a quello della stoffa dipinta con la tecnica batik.
Ci vuole molta attenzione, visto che le uova sono fragili, ma il risultato è un vero capolavoro di abilità e pazienza! I disegni sono i più vari, talvolta tradizionali e legati alla simbologia di Pasqua, ma anche fantasiosi e quasi "tribali". Davvero molto belli!
C'era anche una piccola sezione dedicata ai tessuti utilizzati per decorare la tavola durante le festività di Pasqua. Molti sono ricamati a colori vivaci, ma alcuni hanno la decorazione tessuta, come questo tutto bianco con inserti dorati e piccole righe di ajour fatto direttamente sul telaio.
Questo invece ha un semplice disegno a trame lanciate blu (credo una specie di "monk belt") su fondo a tela. Il bordo è invece fatto all'uncinetto a punto strega contornato a maglia bassa con catenelle per i festoncini blu.

giovedì 24 marzo 2011

Textiles and Life

Textiles are everywhere in our lives, but I didn't happen to think there was an archive preserving little textile pieces that were found with the abandoned children in London in past centuries.
On Threads of feeling you can find a virtual exhibition which is both interesting for a textile lover and touching for every human being.

domenica 31 ottobre 2010

Tappeti in Turchia

In Turchia è inevitabile, prima o poi, imbattersi in una manifattura di tappeti. Esistono delle cooperative e delle scuole governative che tramandano quest'arte, ma sono soprattutto le donne, nelle loro case, a lavorare ai telai e a mantenere viva questa tradizione, che nasce dalla necessità di un arredo nomade, che si possa portare con sè in ogni spostamento.
La tessitura dei tappeti turchi avviene su telai verticali, in genere metallici. Il telaio ha la misura del tappeto finito e l'ordito è un grande anello che fa il giro attorno al subbio superiore e inferiore e viene spostato man mano che il lavoro procede. C'è un sistema di tensionamento che viene allentato per favorire l'avanzamento del tappeto già fatto verso il basso, così da consentire alla tessitrice di avere sempre la zona da lavorare davanti alle proprie mani.
L'ordito può essere di lana o di cotone, secondo il tipo di tappeto; il colore è comunque bianco.
Nella parte alta del telaio sono sistemate delle matasse o delle rocche del filato usato per la trama, nei vari colori necessari. Ogni due passaggi di tela si fa una fila di nodi, seguendo il disegno sistemato vicino al lavoro.
Il nodo usato è il nodo "ghiordes" o turco, che dà ai tappeti una grande resistenza all'usura.
A scuola ho imparato anch'io questo nodo, che in Scandinavia viene chiamato "rya"; nella versione scolastica e in quella del nodo "rya" si tagliano dei pezzetti di filo che poi si usano per fare il nodo, mentre le tessitrici turche usano il filo prendendone un capo direttamente dalla rocca o dal gomitolo, fanno poi il movimento del nodo attorno a due fili di ordito e poi, con un coltello che tengono nella mano, tagliano il filo dal gomitolo e proseguono a fare il nodo successivo allo stesso modo. Sono velocissime, sia nel fare i nodi, sia nel seguire il disegno cambiando colore di volta in volta, però per fare un tappeto ci vogliono milioni di nodi e servono perciò mesi, se non anni, per completarne uno!
Terminata la fila dei nodi, questi vengono battuti con un pettine (nella foto è lo strumento a sinistra sulla panca) e poi il "pelo" viene pareggiato con delle grosse forbici.
La trama può essere di lana, di cotone mercerizzato (ha un colore brillante e somiglia alla seta, ma è più grossolano), o, per i tappeti più pregiati, di seta.
Un curiosità: il nodo "ghiordes" sembrerebbe avere una parentela con il "nodo gordiano" della mitologia (non ho trovato conferme, ma un ripasso della storia fa sempre bene...)