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lunedì 10 settembre 2012

Occhi sui tetti

Dopo essere stata a Sibiu, Romania, mi rendo conto che questo quadro di Chagall prende un aspetto diverso ...
Chagall, Casa con l'occhio verde, 1944
... i tetti delle case hanno infatti occhi che guardano dall'alto la città !
Sibiu, Romania (notare il tetto della casa verde al centro)

Sibiu, Romania

venerdì 8 giugno 2012

Avanguardie russe

Disegni per tessuti di Liubov Popova
  Mi sono imbattuta nel lavoro di due artiste russe che negli anni a cavallo della Rivoluzione si sono occupate anche di disegno e progettazione tessile.
Disegno di stampa per tessuto di Varvara Stepanova
Sono Liubov Popova e Varvara Stepanova.
Progetto di abito femminile di Varvara Stepanova
Sul sito della Tate Gallery si trovano due interessanti articoli sull'arte delle avanguardie russe e sul lavoro tessile della Popova.
Le Avanguardie Russe sono inoltre oggetto di una interessante mostra a Roma presso il Museo dell'Ara Pacis (non ci sono però elementi tessili).

lunedì 12 dicembre 2011

Nel soffitto di una stanza di Palazzo Farnese a Caprarola ho scovato questa raffigurazione del mito di Aracne, abilissima tessitrice che osò sfidare la dea Atena e fu trasformata in ragno (animale tessitore per eccellenza).
La sala era usata come guardaroba, perciò è decorata con mitologie riguardanti gli oggetti che vi si conservavano, come i tessuti.

giovedì 21 ottobre 2010

I tessitori di Van Gogh

Non molti artisti si sono interessati al tema della tessitura.
In passato vedere donne a uomini intenti al lavoro sul telaio era talmente comune da non suscitare particolare interesse, così abbiamo poche testimonianze figurative.
Un artista, però, rimase affascinato dal lavoro dei tessitori olandesi nel buio delle loro case, e indagò a lungo questo tema, sottolineando la fatica e l'attenzione necessari a questo lavoro così umile e quotidiano.
Sono tessitori di cose semplici, forse di comunissima tela per la biancheria, come sembra indicare la presenza di due soli licci; i telai sono descritti con precisione, come gli oggetti che li circondano, la scopa di saggina e il seggiolone del bambino. La luce è poca ed entra da piccole finestre che rischiarano appena i colori bruni e opachi di questi interni poveri ma dignitosi.
Questo artista sarà più conosciuto per l'esplosione solare dei suoi iris e dei suoi girasoli, per i contrasti violenti dei blu e dei gialli dell'amato Midi, ma agli esordi sono le povere vite dei contadini olandesi e dei minatori belgi a catturare la sua attenzione di predicatore appassionato e di pittore ancora dilettante.
Questo artista si chiama Vincent Van Gogh.
Su una parete sono raccolti dipinti di tessitori e filatrici, in un angolo dove pochi si fermano ad osservare e dove passano sotto silenzio anche i refusi di chi ha sbagliato a scrivere i cartellini. Nelle stanzette dei tessitori si sente solo il clic-clac del pettine che batte e neppure il bimbo nel seggiolone fa i capricci. Non arrivano il chiasso delle scolaresche e l'inquetudine delle persone in coda alla biglietteria; quelli che vogliono esserci a tutti i costi - perché questa è la mostra dell'anno - cercano invano vasi di girasoli e notti stellate, e si perdono la magia di questi piccoli capolavori.
Ma a saper fare silenzio si sente soltanto clic-clac.
Clic-clac.