Sto facendo delle prove nella lavorazione di bordi all'uncinetto con le perline.
Ne avevo visti degli esempi in Turchia, dove molte donne portano sciarpe leggerissime con bordi molto belli, e nei centri minori (ad esempio in Cappadocia) si vedono spesso signore che lavorano all'uncinetto con grande abilità, talvolta integrando l'uncinetto con delle lavorazioni ad ago che mi sono fatta mostrare, ma che purtroppo non saprei ripetere...
Ecco un primo esperimento.
All'inizio bisogna infilare tutte le perline necessarie sul filo di cotone, poi si procede a lavorare all'uncinetto, inglobando le perline man mano.
Occorrente e preparazione:
Per questo bordo, ho usato un cotone perlè n.8 e un uncinetto n.10.
Per infilare le perline è utile usare un ago speciale, di quelli fatti apposta per le perline piccole.
Occorrono 7 perline per ciascun motivo a fiorellino. Siccome non è possibile infilare ulteriori perline durante il lavoro, è meglio infilarne di più prima di cominciare, almeno per 3-4 motivi in più, così non si rischia di rimanere senza!
Come si fa:
12 catenelle, poi *prendere 7 perline e farle scorrere fino ad arrivare vicino all'uncinetto; fare una catenella, che fermerà le perline, formando un cerchietto di perline.
fare 3 catenelle e poi una maglia bassa puntando l'uncinetto nel cerchitetto di perline, tra la prima e la seconda perlina;
fare 3 catenelle e una maglia bassa tra la seconda e la terza perlina e così via, fino ad aver ottenuto 7 "petali";
infine, lavorare 4 maglie basse nelle catenelle di avvio alla base del fiorellino; 12 catenelle* e ripetere da *a*.
Dal secondo fiorellino in poi, ricordare di agganciarsi al fiorellino precedente durante l'esecuzione del secondo petalo: dopo la maglia bassa nel cerchietto, fare una catenella, poi una maglia bassa nel penultimo archetto del fiore precedente, una catenella e una maglia bassa tra la seconda e la terza perlina del fiore che si sta eseguendo e poi proseguire normalmente ripetendo gli stessi passaggi fino alla lunghezza desiderata.
Buon lavoro!
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martedì 7 maggio 2013
domenica 31 ottobre 2010
Tappeti in Turchia
La tessitura dei tappeti turchi avviene su telai verticali, in genere metallici. Il telaio ha la misura del tappeto finito e l'ordito è un grande anello che fa il giro attorno al subbio superiore e inferiore e viene spostato man mano che il lavoro procede. C'è un sistema di tensionamento che viene allentato per favorire l'avanzamento del tappeto già fatto verso il basso, così da consentire alla tessitrice di avere sempre la zona da lavorare davanti alle proprie mani.
L'ordito può essere di lana o di cotone, secondo il tipo di tappeto; il colore è comunque bianco.
Nella parte alta del telaio sono sistemate delle matasse o delle rocche del filato usato per la trama, nei vari colori necessari. Ogni due passaggi di tela si fa una fila di nodi, seguendo il disegno sistemato vicino al lavoro.
Il nodo usato è il nodo "ghiordes" o turco, che dà ai tappeti una grande resistenza all'usura.A scuola ho imparato anch'io questo nodo, che in Scandinavia viene chiamato "rya"; nella versione scolastica e in quella del nodo "rya" si tagliano dei pezzetti di filo che poi si usano per fare il nodo, mentre le tessitrici turche usano il filo prendendone un capo direttamente dalla rocca o dal gomitolo, fanno poi il movimento del nodo attorno a due fili di ordito e poi, con un coltello che tengono nella mano, tagliano il filo dal gomitolo e proseguono a fare il nodo successivo allo stesso modo. Sono velocissime, sia nel fare i nodi, sia nel seguire il disegno cambiando colore di volta in volta, però per fare un tappeto ci vogliono milioni di nodi e servono perciò mesi, se non anni, per completarne uno!
Terminata la fila dei nodi, questi vengono battuti con un pettine (nella foto è lo strumento a sinistra sulla panca) e poi il "pelo" viene pareggiato con delle grosse forbici.
La trama può essere di lana, di cotone mercerizzato (ha un colore brillante e somiglia alla seta, ma è più grossolano), o, per i tappeti più pregiati, di seta.
Un curiosità: il nodo "ghiordes" sembrerebbe avere una parentela con il "nodo gordiano" della mitologia (non ho trovato conferme, ma un ripasso della storia fa sempre bene...)
mercoledì 20 ottobre 2010
Turchia
Quest'anno devo dire che in fatto di viaggi sono stata fortunata: ne ho fatti molti più della mia solita media (e mi auguro in futuro di poter "battere" o almeno eguagliare questo... record!)
Ieri sono tornata dalla Turchia, un concentrato di storia, arte, culture, colori, natura e, ovviamente, tappeti!
L'atmosfera delle moschee affascina con le decorazioni fatte di parole e di luce.
La Cappadocia con i suoi "camini delle fate" è un luogo magico che nessuna foto può descrivere adeguatamente.
Nel bazar di Istanbul ci si può perdere e ubriacare di colori.
Senza contare che la Turchia è la patria dei tappeti annodati col nodo "ghiordes", della lana d'angora (dal nome della città di Ankara), di sterminate coltivazioni di cotone che in questo periodo mostravano gli ultimissimi fiocchi bianchi!
Ieri sono tornata dalla Turchia, un concentrato di storia, arte, culture, colori, natura e, ovviamente, tappeti!
L'atmosfera delle moschee affascina con le decorazioni fatte di parole e di luce.
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