Questi cestini di stoffa li ho cuciti utilizzando per l'esterno i tessuti fatti qualche tempo fa.
Sono tutti riciclati, perchè il tessuto colorato nasce dalle strisce di jersey ricavate da vecchie magliette (come raccontato in un precedente post), mentre l'interno è di jeans, ovviamente di riciclo.
Il tessuto di strisce di jersey è bello consistente, quindi non c'è bisogno di imbottiture o rinforzi perchè il cestino stia in piedi perfettamente.
I cestini sono alti circa 16 cm e la base ha un diametro di 15 cm. Ne avevo già cuciti altri, sempre seguendo questo tutorial di Vintage RicRac.
Stavolta ho pensato di usare una stoffa fatta da me, e sono soddisfatta del risultato, anche perchè ho potuto sfruttare dei campioni di prova, i cui colori mi piacevano molto e che in questo modo tornano utili.
I cestini sono molto comodi per tenere in ordine le cose (dagli scampoli di stoffa, a penne e matite o pettini e spazzole... e qualsiasi altra cosa possa entrarci) ed è facile adattare le misure per farne di più piccoli o più grandi.
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These buckets are made from a rag weaving I made some time ago.
They turned out nice and useful, I think. The rag weaving is quite sturdy, so I did not need to use interfacing or wadding.
They are all recycled: the outer fabric is made by me with rags from T-shirts and the lining is from old jeans!
The instructions for the buckets are from Vintage RicRac.
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mercoledì 14 settembre 2016
lunedì 7 settembre 2015
Tessere con la stoffa: le strisce di jersey
La tessitura con le strisce di stoffa è una tecnica molto usata per realizzare tappeti ("rag rugs", in inglese); è anche un modo per riciclare vecchie stoffe..
Il "filato" per la trama si prepara tagliando la stoffa in strisce continue larghe 1,5 - 2 cm; esistono diverse tecniche e on-line si trovano molti tutorial su come tagliare in maniera efficiente le strisce. Occorre parecchio materiale per fare un tappeto, quindi per la preparazione servono di tempo e pazienza; per iniziare a sperimentare, comunque, meglio partire con qualcosa di non troppo impegnativo (una borsa, un porta-tablet, ecc.) Si possono usare stoffe di ogni tipo, dal tessuto di cotone alla maglina, alle stoffe sottili, alla seta... si possono usare anche stoffe stampate, rigate, colorate. Ovviamente il disegno originale non si distinguerà più, ma si possono ottenere interessanti effetti cromatici. I tessuti che tendono a sfilacciarsi è necessario tagliarli in sbieco.
Per l'ordito si usa del cotone robusto; il colore può essere neutro o coordinato a quello delle strisce di stoffa, anche se resterà per lo più coperto. Per i tappeti si usa in genere il cotone povero.
La riduzione del pettine deve essere tale da consentire una tessitura a ordito coperto, quindi con fili abbastanza distanziati (ad esempio 2 fili al cm).
Per questo progetto ho utilizzato delle strisce di jersey ricavate da vecchie magliette. Le migliori sono le magliette senza cuciture laterali, perchè si possono tagliare delle strisce continue regolari; tagliare una striscia di circa 1,5 cm, poi farne un gomitolo; mentre si fa il gomitolo, tirare con decisione la striscia, che si arrotolerà su se stessa, creando un "filo" rotondeggiante. Normalmente il jersey non si sfilaccia.
In questo caso, ho lasciato i fili ai lati come della frange, ma con un po' di attenzione si possono fare delle cimose accettabili.
Nei cambi di colore, tenere conto che il "filo" di ordito è parecchio spesso, quindi è meglio tagliare la parte iniziale e finale della striscia in diagonale in modo che si assottigli progressivamente e sovrapporre le due estremità assottigliate, così da ottenere uno spessore uniforme anche dove c'è la giunzione.
Siccome il "filo" di jersey tende ad essere abbastanza elastico, cercare di non tirarlo e inserire la trama formando un'"onda", altrimenti il lavoro tenderà a restringersi e ad arrotolarsi; fare anche attenzione che la larghezza del lavoro rimanga costante.
Si può tessere solo con le strisce, oppure alternare una striscia di stoffa e un passaggio di trama in cotone (usando lo stesso cotone dell'ordito); in questo caso si otterrano delle righe verticali e un tessuto dall'aspetto più regolare, come nella fotto qui sopra.
La battuta deve essere ben decisa, in modo da ottenere un tessuto compatto. L'armatura è spesso a tela, ma con rimettaggi diversi (rosengang, a punta, krogabragd, ecc.) si possono ottenere effetti molto interessanti alternando i colori in trama. Si può lavorare anche su pettine-liccio, ma in questo caso è meglio non utilizzare stoffe troppo dure e consistenti, che necessiterebbero di una battuta troppo forte che rischierebbe di danneggiare il pettine.
Per chiudere il lavoro, lasciare sempre delle frange all'inizio e alla fine, abbastanza lunghe da poter essere annodate a due a due (o come si vuole), anche quando si prevede di non rifinire il lavoro con delle frange. Non fate come me, che ho semplicemente lavorato all'inizio e alla fine qualche centimetro con il cotone, pensando poi di rifinire a zig-zag fitto con la macchina per cucire e poi ripiegare l'orlo. Anche con numerosi passaggi a macchina i fili tendono a sfuggire e il lavoro di disfa o si allenta! (per questo motivo i tessuti fotografati in questo post attendono ancora di essere usati...) Magari usando filati meno scivolosi del cotone cablè che ho usato io la situazione è meno critica, però intanto vi metto in guardia!
La cosa migliore è: lavorare un bordo in cotone e lasciare le frange; annodare i fili di ordito unendoli a due a due con un bel nodo saldo; se si vuole, lasciare la frangia e abbellirla a piacere, oppure tagliare i fili della frangia facendo attenzione ai nodi e poi fare l'orlo ripiegato cucendolo a macchina o a mano.
Il "filato" per la trama si prepara tagliando la stoffa in strisce continue larghe 1,5 - 2 cm; esistono diverse tecniche e on-line si trovano molti tutorial su come tagliare in maniera efficiente le strisce. Occorre parecchio materiale per fare un tappeto, quindi per la preparazione servono di tempo e pazienza; per iniziare a sperimentare, comunque, meglio partire con qualcosa di non troppo impegnativo (una borsa, un porta-tablet, ecc.) Si possono usare stoffe di ogni tipo, dal tessuto di cotone alla maglina, alle stoffe sottili, alla seta... si possono usare anche stoffe stampate, rigate, colorate. Ovviamente il disegno originale non si distinguerà più, ma si possono ottenere interessanti effetti cromatici. I tessuti che tendono a sfilacciarsi è necessario tagliarli in sbieco.
Per l'ordito si usa del cotone robusto; il colore può essere neutro o coordinato a quello delle strisce di stoffa, anche se resterà per lo più coperto. Per i tappeti si usa in genere il cotone povero.
La riduzione del pettine deve essere tale da consentire una tessitura a ordito coperto, quindi con fili abbastanza distanziati (ad esempio 2 fili al cm).
Per questo progetto ho utilizzato delle strisce di jersey ricavate da vecchie magliette. Le migliori sono le magliette senza cuciture laterali, perchè si possono tagliare delle strisce continue regolari; tagliare una striscia di circa 1,5 cm, poi farne un gomitolo; mentre si fa il gomitolo, tirare con decisione la striscia, che si arrotolerà su se stessa, creando un "filo" rotondeggiante. Normalmente il jersey non si sfilaccia.
In questo caso, ho lasciato i fili ai lati come della frange, ma con un po' di attenzione si possono fare delle cimose accettabili.
Nei cambi di colore, tenere conto che il "filo" di ordito è parecchio spesso, quindi è meglio tagliare la parte iniziale e finale della striscia in diagonale in modo che si assottigli progressivamente e sovrapporre le due estremità assottigliate, così da ottenere uno spessore uniforme anche dove c'è la giunzione.
Siccome il "filo" di jersey tende ad essere abbastanza elastico, cercare di non tirarlo e inserire la trama formando un'"onda", altrimenti il lavoro tenderà a restringersi e ad arrotolarsi; fare anche attenzione che la larghezza del lavoro rimanga costante.
Si può tessere solo con le strisce, oppure alternare una striscia di stoffa e un passaggio di trama in cotone (usando lo stesso cotone dell'ordito); in questo caso si otterrano delle righe verticali e un tessuto dall'aspetto più regolare, come nella fotto qui sopra.
La battuta deve essere ben decisa, in modo da ottenere un tessuto compatto. L'armatura è spesso a tela, ma con rimettaggi diversi (rosengang, a punta, krogabragd, ecc.) si possono ottenere effetti molto interessanti alternando i colori in trama. Si può lavorare anche su pettine-liccio, ma in questo caso è meglio non utilizzare stoffe troppo dure e consistenti, che necessiterebbero di una battuta troppo forte che rischierebbe di danneggiare il pettine.
Per chiudere il lavoro, lasciare sempre delle frange all'inizio e alla fine, abbastanza lunghe da poter essere annodate a due a due (o come si vuole), anche quando si prevede di non rifinire il lavoro con delle frange. Non fate come me, che ho semplicemente lavorato all'inizio e alla fine qualche centimetro con il cotone, pensando poi di rifinire a zig-zag fitto con la macchina per cucire e poi ripiegare l'orlo. Anche con numerosi passaggi a macchina i fili tendono a sfuggire e il lavoro di disfa o si allenta! (per questo motivo i tessuti fotografati in questo post attendono ancora di essere usati...) Magari usando filati meno scivolosi del cotone cablè che ho usato io la situazione è meno critica, però intanto vi metto in guardia!
La cosa migliore è: lavorare un bordo in cotone e lasciare le frange; annodare i fili di ordito unendoli a due a due con un bel nodo saldo; se si vuole, lasciare la frangia e abbellirla a piacere, oppure tagliare i fili della frangia facendo attenzione ai nodi e poi fare l'orlo ripiegato cucendolo a macchina o a mano.
venerdì 20 giugno 2014
Cestino tessuto con cartone - Tapestry weaving a little basket
Si può usare come "telaio" veramente di tutto...
Per questo mini-cestino ho usato come "telaio" uno di quei cilindri di cartone che si trovano al centro dei gomitoli di cotone. Il cartoncino è abbastanza robusto e la misura non troppo grande, così da poter fare un esperimento. Con più pazienza e più tempo la tecnica si può adattare a cesti più grandi, usando un cilindro di maggiori dimensioni.
Preparazione del "telaio"
La prima operazione da fare è intagliare delle tacche a distanza regolare lungo uno dei bordi del cilindro. I tagli devono essere di circa mezzo centimetro e si possono fare con un taglierino. La distanza tra i tagli non è critica, può essere di mezzo cm - 1cm; se le tacche sono distanti, il cestino tenderà a restringersi un po' e ad essere più morbido, però si lavorerà più agevolmente; se le tacche sono vicine, il cestino verrà più compatto, ma sopratutto alla fine sarà più difficile tessere. Sarà bene regolarsi in base al tipo di filato che si intende usare.
Il numero delle tacche/intagli deve essere dispari: è importante, perchè altrimenti non si riesce a fare la tessitura alternata sopra/sotto. Se contando ci si accorge che il numero è pari, fare un tacca in più, non importa se risulterà più vicina delle altre (oppure non utilizzare una delle tacche già fatte).
Contare il numero dei tagli e dividerlo per 2. Fare un segno in corrispondenza di uno dei tagli (sarà, diciamo così, il numero 1); contare i tagli a partire dal numero 1 fino ad arrivare al numero ottenuto con l'operazione precedente +1 (ad esempio: per il mio cestino ho fatto 33 tacche; ho segnato la "1" e contato fino a 16+1); segnare la tacca ottenuta con il numero 2.
Orditura
Per l'ordito usare un filo di cotone resistente. per il mio mini-cestino ho usato un cotone di grossezza corrispondente a quelle del cotone da uncinetto n.5, ma si può usare quello che si vuole, in proporzione alla grandezza del lavoro; se le tacche sono molto vicine, però, usare un cotone sottile, altrimenti il cartone si rompe!
Fissare il capo del filo all'interno del cilindro di cartone con un pezzetto di nastro adesivo.
Tessitura della base
Infilare il capo del filo dell'ordito in un ago da lana e iniziare a passarlo tra i fili di ordito partendo dal centro, dove i fili si incontrano; passare sopra 2 fili e sotto 2 fili, proseguendo così per tutto il giro; tirare in modo che il filo si stringa attorno al centro, poi proseguire a tessere sempre 2 fili sopra e 2 fili sotto. Stringere bene ad ogni passaggio. Nel mio mini-cestino questa parte è quella in bianco.
Dopo 10-20 giri, cambiare filo e passare ad un filato colorato (qui ho usato la lana, ma si può usare ciò che si preferisce), continuando a tessere sempre 2 sopra e 2 sotto. Si ottiene un disegno a spirale. Compattare bene la tessitura man mano che si procede: se è troppo lenta, una volta tolto dal cilindro il cestino si restringe!
Tessitura del corpo
Continuare a tessere, cambiando colori a piacere e iniziando a passare la trama 1 filo sopra e 1 filo sotto. Alternare i colori, lasciando qualche cm di filo all'inizio e alla fine di ogni cambio colore.
Arrivati a 3/4 del corpo, usare un nuovo filo di trama e iniziare a tessere partendo dal limte suiperiore del cilindro, vicino alle tacche. Compattare bene la trama.
Proseguire fino a coprire tutto l'ordito. Alla fine potrebbe essere un po' complicato infilare la trama: ci si può aiutare con un ago dalla punta ricurva, oppure scostando con un po' di pazienza i fili di trama già inseriti per fare spazio alla nuova passata; la tessitura deve essere ben compatta.
Finiture
Staccare il cestino dal cilindro, piegando leggermente i "dentini" di cartone e sganciando così l'ordito.
Con l'ago da lana, fissare i capi dei fili passandoli sul rovescio e facendo qualche punto nascosto; poi tagliarli.
Fatto!
Per questo mini-cestino ho usato come "telaio" uno di quei cilindri di cartone che si trovano al centro dei gomitoli di cotone. Il cartoncino è abbastanza robusto e la misura non troppo grande, così da poter fare un esperimento. Con più pazienza e più tempo la tecnica si può adattare a cesti più grandi, usando un cilindro di maggiori dimensioni.
Preparazione del "telaio"
La prima operazione da fare è intagliare delle tacche a distanza regolare lungo uno dei bordi del cilindro. I tagli devono essere di circa mezzo centimetro e si possono fare con un taglierino. La distanza tra i tagli non è critica, può essere di mezzo cm - 1cm; se le tacche sono distanti, il cestino tenderà a restringersi un po' e ad essere più morbido, però si lavorerà più agevolmente; se le tacche sono vicine, il cestino verrà più compatto, ma sopratutto alla fine sarà più difficile tessere. Sarà bene regolarsi in base al tipo di filato che si intende usare.
Il numero delle tacche/intagli deve essere dispari: è importante, perchè altrimenti non si riesce a fare la tessitura alternata sopra/sotto. Se contando ci si accorge che il numero è pari, fare un tacca in più, non importa se risulterà più vicina delle altre (oppure non utilizzare una delle tacche già fatte).
Contare il numero dei tagli e dividerlo per 2. Fare un segno in corrispondenza di uno dei tagli (sarà, diciamo così, il numero 1); contare i tagli a partire dal numero 1 fino ad arrivare al numero ottenuto con l'operazione precedente +1 (ad esempio: per il mio cestino ho fatto 33 tacche; ho segnato la "1" e contato fino a 16+1); segnare la tacca ottenuta con il numero 2.
Orditura
Per l'ordito usare un filo di cotone resistente. per il mio mini-cestino ho usato un cotone di grossezza corrispondente a quelle del cotone da uncinetto n.5, ma si può usare quello che si vuole, in proporzione alla grandezza del lavoro; se le tacche sono molto vicine, però, usare un cotone sottile, altrimenti il cartone si rompe!
Fissare il capo del filo all'interno del cilindro di cartone con un pezzetto di nastro adesivo.
Passare il filo nella tacca 1 e poi nella tacca 2, tornare indietro e passare il filo nella tacca a destra di quella segnata con 1, poi nella tacca a sinistra della tacca 2, e così via, formando una serie di passaggi che si incontrano al centro del cerchio di base del cilindro.
Una volta passato il filo in tutte le tacche, tagliarlo lasciando un tratto di circa 40 cm.
Tessitura della base
Infilare il capo del filo dell'ordito in un ago da lana e iniziare a passarlo tra i fili di ordito partendo dal centro, dove i fili si incontrano; passare sopra 2 fili e sotto 2 fili, proseguendo così per tutto il giro; tirare in modo che il filo si stringa attorno al centro, poi proseguire a tessere sempre 2 fili sopra e 2 fili sotto. Stringere bene ad ogni passaggio. Nel mio mini-cestino questa parte è quella in bianco.
Dopo 10-20 giri, cambiare filo e passare ad un filato colorato (qui ho usato la lana, ma si può usare ciò che si preferisce), continuando a tessere sempre 2 sopra e 2 sotto. Si ottiene un disegno a spirale. Compattare bene la tessitura man mano che si procede: se è troppo lenta, una volta tolto dal cilindro il cestino si restringe!
Tessitura del corpo
Continuare a tessere, cambiando colori a piacere e iniziando a passare la trama 1 filo sopra e 1 filo sotto. Alternare i colori, lasciando qualche cm di filo all'inizio e alla fine di ogni cambio colore.
Arrivati a 3/4 del corpo, usare un nuovo filo di trama e iniziare a tessere partendo dal limte suiperiore del cilindro, vicino alle tacche. Compattare bene la trama.
Proseguire fino a coprire tutto l'ordito. Alla fine potrebbe essere un po' complicato infilare la trama: ci si può aiutare con un ago dalla punta ricurva, oppure scostando con un po' di pazienza i fili di trama già inseriti per fare spazio alla nuova passata; la tessitura deve essere ben compatta.
Finiture
Staccare il cestino dal cilindro, piegando leggermente i "dentini" di cartone e sganciando così l'ordito.
Con l'ago da lana, fissare i capi dei fili passandoli sul rovescio e facendo qualche punto nascosto; poi tagliarli.
Fatto!
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venerdì 21 marzo 2014
Collane di filo
Come tutti quelli che tessono, ogni volta che stacco un lavoro dal telaio mi ritrovo con molti fili colorati lunghi 30-40 cm che avanzano. Se il capo prevede una frangia, i fili avanzati sono più corti, ma c'è sempre una certa lughezza dei fili di ordito che rimane inutilizzata.
Siccome non si butta via niente, ovviamente conservo in una scatola tutti questi fili; tornano utili per fare le schede di promemoria del progetto realizzato (ne metto qualcuno come campione dei filati usati e dei colori), oppure come lacci per fare le legature prima di spostare l'ordito dall'orditoio al telaio (essendocene di tutti i colori, è facile trovarne uno che faccia contrasto); qualche volta li uso anche per il mio lavoro "serio".
Con alcuni di questi fili di cotone colorati ho fatto delle collane di ispirazione un po' africana, ottenute semplicemente avvolgendo i fili su un'anima di cordino un po' più spesso.
Il lavoro è molto scacciapensieri, in fondo si tratta solo di arrotolare dei fili cercando di mantenere un andamento regolare e abbastanza stretto sulla cordicella che fa da supporto. Per queste collane il riciclo è totale, perchè ho usato come "anima" della rafia sintetica che prima avevo usato per i primo passaggi di tessitura, per distanziare i fili di ordito.
Ovviamente non si tratta di una mia invenzione, si trovano in rete diversi tutorial:
- un tutorial con immagini paso per passo di Artinko (in inglese)
- il tutorial con "slideshow" di refinery29.com (le immagini sono chiare anche se le spiegazioni sono in inglese)
- quello di Honestly WTF (in inglese), che però usa una tecnoca leggermente diversa, facendo un nodo ad ogni passaggio; io ho semplicemente avvolto il filo.
Siccome non si butta via niente, ovviamente conservo in una scatola tutti questi fili; tornano utili per fare le schede di promemoria del progetto realizzato (ne metto qualcuno come campione dei filati usati e dei colori), oppure come lacci per fare le legature prima di spostare l'ordito dall'orditoio al telaio (essendocene di tutti i colori, è facile trovarne uno che faccia contrasto); qualche volta li uso anche per il mio lavoro "serio".
Con alcuni di questi fili di cotone colorati ho fatto delle collane di ispirazione un po' africana, ottenute semplicemente avvolgendo i fili su un'anima di cordino un po' più spesso.
Il lavoro è molto scacciapensieri, in fondo si tratta solo di arrotolare dei fili cercando di mantenere un andamento regolare e abbastanza stretto sulla cordicella che fa da supporto. Per queste collane il riciclo è totale, perchè ho usato come "anima" della rafia sintetica che prima avevo usato per i primo passaggi di tessitura, per distanziare i fili di ordito.
Ovviamente non si tratta di una mia invenzione, si trovano in rete diversi tutorial:
- un tutorial con immagini paso per passo di Artinko (in inglese)
- il tutorial con "slideshow" di refinery29.com (le immagini sono chiare anche se le spiegazioni sono in inglese)
- quello di Honestly WTF (in inglese), che però usa una tecnoca leggermente diversa, facendo un nodo ad ogni passaggio; io ho semplicemente avvolto il filo.
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mercoledì 24 luglio 2013
Portapennelli - Brush-roll
Questo è un portapennelli di mia invenzione.
In un astuccio di stoffa i pennelli rischiano di rovinarsi, perchè le setole si piegano e rimangono schiacciate, perdendo la forma. Con un "rotolo" rigido come questo, invece, stanno in ordine e protetti, e si possono mettere in borsa senza paura che si rompano o si deformino.
Con lo stesso principio si possono fare anche:
porta-matite o pennarelli o pastelli
porta-attrezzi (cacciaviti, sgorbie, lime...)
portapennelli da trucco
ecc. ecc.
Occorrente:
- una tovaglietta di bambù (si trovano a poco prezzo sulle bancarelle o nei negozi di casalinghi)
- una striscia di tessuto elastico tipo lycra lunga 70 cm e alta 2-3 cm (si può recuperare da qualche vecchio indumento elasticizzato), oppure un pezzo equivalente di nastro di elastico.
Come si fa:
"tessere" la striscia di lycra a circa 2/3 dell'altezza della tovaglietta, passando sopra e sotto alle stecche di bambù; i passaggi dovrebbero essere lunghi 2-3 cm, anche in base allo spessore dei pennelli (o degli oggetti) che si vogliono inserire. L'operazione può essere disagevole, perchè le stecche sono molto vicine: per aiutarmi ho usato un ago passato tra le stecche per "catturare" un pezzettino della stoffa, così da poter poi tirare il resto. Fare attenzione a non attorcigliare la stoffa e a non tirarla troppo: deve essere un po' tesa, ma non tanto da impedire che la tovaglietta resti ben stesa una volta appoggiata su un piano.
Lasciare liberi su ciascun lato della tovaglietta 15-20 cm di nastro.
Inserire i pennelli (o quel che si vuole); la prima volta, verificare che il nastro sia abbastanza teso da non lasciarli scivolare via, ed eventualmente aggiustare la tensione. Piegare a metà e arrotolare. Avvolgere il nastro intorno al rotolo e fare un fiocco.
--------------------------
I made this "brush-roll" using a bamboo table mat and a strip of elastic cloth (recycled from old clothes).
I wove the strip through the bamboo sticks, creating the holes for the brushes. It is a little tricky, because the sticks are very close, but you can use a needle to catch the strip. Be careful not to twist and not to pull too tight the strip. Leave 15-20 cm of strip on each end: the will be your closure.
Put your brushes (or pencils, or whatever you want) inside, fold in half and roll. Use the ends of the strip to tie.
This "brush-roll" is useful to carry brushes that could be damaged inside a softer bag; you can also find them more easily.
In un astuccio di stoffa i pennelli rischiano di rovinarsi, perchè le setole si piegano e rimangono schiacciate, perdendo la forma. Con un "rotolo" rigido come questo, invece, stanno in ordine e protetti, e si possono mettere in borsa senza paura che si rompano o si deformino.
Con lo stesso principio si possono fare anche:
porta-matite o pennarelli o pastelli
porta-attrezzi (cacciaviti, sgorbie, lime...)
portapennelli da trucco
ecc. ecc.
Occorrente:
- una tovaglietta di bambù (si trovano a poco prezzo sulle bancarelle o nei negozi di casalinghi)
- una striscia di tessuto elastico tipo lycra lunga 70 cm e alta 2-3 cm (si può recuperare da qualche vecchio indumento elasticizzato), oppure un pezzo equivalente di nastro di elastico.
Come si fa:
"tessere" la striscia di lycra a circa 2/3 dell'altezza della tovaglietta, passando sopra e sotto alle stecche di bambù; i passaggi dovrebbero essere lunghi 2-3 cm, anche in base allo spessore dei pennelli (o degli oggetti) che si vogliono inserire. L'operazione può essere disagevole, perchè le stecche sono molto vicine: per aiutarmi ho usato un ago passato tra le stecche per "catturare" un pezzettino della stoffa, così da poter poi tirare il resto. Fare attenzione a non attorcigliare la stoffa e a non tirarla troppo: deve essere un po' tesa, ma non tanto da impedire che la tovaglietta resti ben stesa una volta appoggiata su un piano.
Lasciare liberi su ciascun lato della tovaglietta 15-20 cm di nastro.
Inserire i pennelli (o quel che si vuole); la prima volta, verificare che il nastro sia abbastanza teso da non lasciarli scivolare via, ed eventualmente aggiustare la tensione. Piegare a metà e arrotolare. Avvolgere il nastro intorno al rotolo e fare un fiocco.
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I made this "brush-roll" using a bamboo table mat and a strip of elastic cloth (recycled from old clothes).
I wove the strip through the bamboo sticks, creating the holes for the brushes. It is a little tricky, because the sticks are very close, but you can use a needle to catch the strip. Be careful not to twist and not to pull too tight the strip. Leave 15-20 cm of strip on each end: the will be your closure.
Put your brushes (or pencils, or whatever you want) inside, fold in half and roll. Use the ends of the strip to tie.
This "brush-roll" is useful to carry brushes that could be damaged inside a softer bag; you can also find them more easily.
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martedì 7 giugno 2011
Weaving with rags
I'm always sad when I have to throw away old garments... so I'm trying to recycle an old pair of trousers. I loved the colour so much, and now they are worn out, but I hope they will have a new life.
So I made yarn from the trousers! I've cut a 1 cm continuous strip from the legs, and I used it to weave. alternating with a lighter strip cut from a curtain. I like it, and the weaving is quite sturdy enough for a bag.
So I made yarn from the trousers! I've cut a 1 cm continuous strip from the legs, and I used it to weave. alternating with a lighter strip cut from a curtain. I like it, and the weaving is quite sturdy enough for a bag.
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