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giovedì 28 febbraio 2019

Effetti di colore su pettine liccio

Da uno stesso ordito in cotone, su telaio a pettine liccio, ho tessuto dei campioni con effetti di colore diversi, pur utilizzando sempre un intreccio a tela.
Il cotone è cotone povero bianco e color blu ottanio, con pettine da 3 fili al cm.
Sequenza colori:
8 blu
1 bianco, 1 blu (4 volte)
8 bianco
1 blu, 1 bianco (4 volte)
ripetere tutta la sequenza per la larghezza dell'ordito
Questo disegno a quadretti si ottiene ripetendo in trama la stessa sequenza colori dell'ordito
Qui ho alternato i due colori dell'ordito e il viola, in modo da creare dei rettangoli. Ordito in orizzontale.
Quattro trame bianche alternate a quattro trame verdi
Trama tutta in bianco.
Con l'uso del pick-up, sullo stesso ordito, mi sono anche divertita a provare il nido d'ape.
Le immagini mostrano il tessuto una volta tolto dal telaio e lavato (durante la lavorazione l'effetto ondulato si vede molto meno).

Trama bianca messa tripla e trama verde smeraldo. L'ordito è in verticale.
Nido d'ape con trama bianca messa doppia, e trama viola e turchese. Ordito in orizzontale.

lunedì 9 luglio 2018

Sciarpa melange blu

Questa sciarpa è tessuta sul telaio a pettine liccio, utilizzando il pick up per mettere in risalto il filato più grosso.
Il tessuto appena tolto dal telaio
Il montaggio dell'ordito, a causa dei fili molto fragili, è stato abbastanza impegnativo, ma la tecnica merita di essere ulteriormente esplorata, anche perchè è facile da tessere e dà un risultato che mi pare interessante.
Poichè avevo usato del cashmere per la trama, ho provato a lavare in acqua calda e agitare il tessuto, per ottenere un leggera follatura. L'effetto finale è una sciarpa morbida ma compatta, dalla piacevole consistenza, e con un bell'effetto di texture.

mercoledì 4 luglio 2018

Sciarpa "clasped warp"



Ho voluto provare una nuova tecnica sul telaio a pettine liccio, che consiste nell'utilizzare il filo di ordito messo doppio e agganciato ad un filo di altro colore che proviene dall'altro lato dell'ordito, così da creare degli effetti di variazione di colore.
In questo caso, la rigatura verticale che parte da un lato man mano svanisce, sostituita progressivamente dal colore azzurro nell'altro capo della sciarpa.
Ho trovato le istruzioni per realizzare questo tipo di ordito sul numero di Maggio_Giugno 2018 di Handwoven, in un articolo pubblicitario della Ashford Looms. L'immagine dell'articolo si può trovare qui.
Ordito: cotone mercerizzato n.5 messo doppio, vari colori
Trama: lana sottile tipo kid mohair messa doppia color panna
Pettine: 40/10
Misura finita: 33x 160 cm circa
Tessitura: tela su telaio a pettine liccio

domenica 6 maggio 2018

Ricavare intrecci


Il tessuto acquistato
Mi è capitato tempo fa di trovare su una bancarella per pochi euro una gonna fatta di un tessuto interessante. A causa della taglia, non avrei mai potuto indossarla, ma l'ho presa ugualmente per potermi studiare l'inteccio e provare a rifarlo.
Dopo qualche ragionamento e un po' di prove, sono riuscita a ricavare lo schema e ho realizzato un tessuto analogo, anche se in cotone e con colori leggermente diversi. Sono necessari 6 licci.
Sono molto contenta del risultato!
Il tessuto realizzato da me
Con questo tessuto ho realizzato una bustina portaocchiali.
Reecto e verso del tessuto sono inoltre leggermente differenti, ma entrambi molto gradevoli.

domenica 29 aprile 2018

Fiori

Sto imparando a fare dei fiori di stoffa molto semplici. Si chiamano "kanzashi" e sono i fiori giapponesi usati per decorare le acconciature.

mercoledì 31 gennaio 2018

Tessuti scozzesi o Tartan

I tessuti chiamati comunemente "scozzesi" o "tartan" sono quelli utilizzati per i Kilt tradizionali della Scozia, e hanno disegni strettamente legati alla storia e ai clan di appartenenza.
Non sono semplici quadrettati, ma seguono delle regole precise:
- il tessuto è a batavia (cioè saia 2/2), quindi si può realizzare su un telaio a 4 licci
- il materiale usato è la lana
- si devono formare dei quadrati perfetti lungo la diagonale, quindi la riduzione (numero di fili per cm) deve essere uguale in trama e in ordito
- i colori tradizionali sono: rosso, verde, nero, bianco, giallo, blu, ma nella moda moderna vengono utilizzati tutti i colori, anche gli accostamenti più insoliti
- il disegno dei quadrati si deve ripetere in maniera speculare sia in verticale che in orizzontale.

Nei tartan il disegno è dato dalla sequenza dei fili per ciascun colore, che si ripete a specchio in verticale e in orizzontale.

Facciamo un esempio:
per ottenere il tartan qui sopra bisogna montare un ordito con la seguente sequenza di colori:
12 fili rossi
4 fili verdi
6 fili rossi
4 fili verdi
12 fili rossi
12 fili blu
4 fili rossi
12 fili blu
*12 fili rossi
4 fili blu
4 fili rossi
6 fili blu
4 fili rossi
4 fili blu*
ripetere dal primo* al secondo * per 1 volta
12 fili rossi
12 fili verdi
4 fili rossi
12 fili verdi (banda centrale della simmetria, non ripetere) -
ripetere a specchio
Ripetere tutto per le volte necessarie ad ottenenre la larghezza voluta del tessuto.

Tessitura: tessere a batavia (diagonale 2/2) seguendo nella trama la stessa sequenza di colori dell'ordito. La riduzione e la battuta devono essere tali da consentire di ottenere dei quadrati perfetti lungo la diagonale a 45°.

Molti esempi di Tartan da copiare si possono trovare su handweaving

Accanto al nome del Tartan si trovano spesso numeri e lettere.
Ad esempio: Abercrombie (G28, W2, G14, BK14, B4, BK4, B4, BK4, B14)
sta ad indicare che il disegno si chiama "Abercrombie" e la sequenza dei colori da ripetere a specchio é: 28 fili verdi, 2 bianchi, 14 verdi, 14 neri, 4 blu, 4 neri, 4 blu, 4 neri, 14 blu.
La corrispondenza delle lettere è:
G = green = verde
W = white = bianco
B = blu
BK = black = nero
Y = Yellow = giallo
R = red = rosso

Ecco qualche schema:


Infine, per divertirsi, esistono dei "generatori di Tartan" online, con cui disegnare i propri tartan, oppure esplorare tartans già esistenti:
- tartandesigner
- scotWeb
- tartangenerator

domenica 14 gennaio 2018

Sciarpa Brooks Bouquet

Questo lavoro l'ho iniziato la scorsa estate. È stato sul telaio per diversi mesi, e una volta finito non l'ho mostrato perché era destinato ad essere un regalo di Natale.
Il filato è un misto di lino e viscosa che una volta tolto dal telaio sembrava molto rigido, con una consistenza quasi da "spago". In realtà, una volta lavato e stirato, è risultato morbido e molto piacevole, ed è stata una vera (piacevole) sorpresa!
La tessitura è eseguita su telaio a pettine liccio con la tecnica chiamata "Brooks Bouquet", che consiste nel manipolare i fili in modo da creare dei piccoli mazzetti stretti al centro. La lavorazione è facile, ma di grande effetto, adatta a sciarpe leggere e tessuti traforati in genere.
Alcuni link sui Brooks Bouquet:
- il libretto di Eleanor Best sulle tecniche di manipolazione dei fili;
- un articolo su Weavezine sullo stesso argomento;
- l'articolo su Handweavers' Bulletin
tutti in inglese e scaricabili gratuitamente.

mercoledì 7 giugno 2017

Il Tweed di Chanel

In questo video si vede come viene realizzato il tessuto dei famosi tailleur di Chanel.
Fili di diverse grossezze, nastri, strisce di tessuto, ecc. vengono alternati, moltiplicati e miscelati per ottenere effetti cromatici e di texture sempre diversi. 
Il procedimento in fondo è semplice, e si può prendere senz'altro spunto per nuove invenzioni a 2 e 4 licci.

lunedì 24 aprile 2017

Variazioni Rosengang

L'ordito è sempre lo stesso ormai da diversi mesi, e il lavoro procede molto lentamente, superato giornalmente da altre priorità e attacchi di stanchezza...
Comincia tuttavia a vedersi all'orizzonte la fine dell'ordito e con questa la prospettiva di iniziare un nuovo lavoro, magari destinato a concludersi in tempi meno allungati.
Nelle due fasce centrali il rimettaggio Rosengang è pedalato come "Monk's Belt", sempre con tela di fondo. Alternando i colori si ottengono dei disegni interessanti, pur utilizzando di fatto solo due pedali per volta, più la tela.

Il campione in alto è invece con pedalatura Rosengang, sempre con tela di fondo: 12 - 23 - 34 - 41 - 12 - 41 - 34 - 23 e ripetere; il passaggio in grassetto è di colore diverso.

Un altro campione è una alternanza di pedalature seguite e a ritorno, in modo da creare rombi e zig-zag. La tela di fondo è usata solo nella parte centrale, dove si forma la losanga, mentre nella parte a zig-zag non l'ho inserita. Ho usato come trama una lana un po' irregolare, che dà al tessuto una consistenza vellutata, ma rende meno evidente in disegno.

sabato 29 ottobre 2016

Ordito irregolare nel pettine liccio

Il pettine liccio ben si presta a scatenare la fantasia, permettendo di utilizzare filati che sul telaio a licci sarebbero più complicati da maneggiare.
Il telaio a licci, infatti, prevede che ogni filo sia passato nell'occhiello di una maglia (il liccio), di solito in cotone, o in nylon, o metallico.
La tensione dell'ordito e lo strofinio naturalmente prodotto dal movimento dei licci causano un indebolimento dei fili di ordito, specialmente se sono sottili, poco ritorti, molto grossi, pelosi, ecc. Perciò, di solito, si sconsiglia l'uso di filati poco resistenti, pelosi, irregolari, ecc. nell'ordito.
Nel telaio a pettine liccio, invece, i fili vengono alternatamente passati in un buchino oppure in una fessura del pettine. Siccome la fessura è abbastanza larga, si possono utilizzare anche fili "strani" (ciniglia, filati pelosi, bouclè...), avendo l'accortezza di posizionarli nelle fessure e utilizzando filati meno problematici nei buchetti.
Ovviamente si può azzardare fino ad un certo punto: è bene fare una prova prima di preparare l'ordito, semplicemente passando il filo problematico nella fessura e facendolo scorrere nel pettine; se non si impiglia, si può usare.
Va tenuto in conto che filati elastici, poco ritorti, pelosetti, & C. qualche problemino possono sempre darlo, quindi è bene mettere in conto che possa capitare di dover aggiustare le tensione, sostituire un filo che si rompe e piccoli inconvenienti simili. Un ordito troppo "fantasia", quindi, non è consigliabile a chi è alle primissime armi, ma per chi già si destreggia un po' è un lavoro divertente che consente di giocare con i colori e di utilizzare tanti avanzi di filati.

Ecco un piccolo promemoria per chi volesse cimentarsi con un ordito fantasia:
- utilizzare un telaio a pettine liccio
- montare l'ordito con orditura diretta (piolo e telaio)
- non fare orditi troppo lunghi
- fare una prova passando il filo irregolare in una fessura del pettine e facendolo scorrere per controllare che non si impigli
- inserire i fili grossi, pelosi, bouclè, irregolari, ecc., nelle fessure del pettine, usando filati lisci e più resistenti nei forellini del pettine
- si possono usare anche fili non tanto resistenti, perchè la tensione nel pettine liccio è minore; però fili che se tirati si spezzano troppo facilmente non vanno bene comunque (meglio lasciarli per la trama)
- fare attenzione alla tensione sia misurando l'ordito che avvolgendolo al subbio: i filati fantasia sono talvolta molto elastici
- tenere conto che filati diversi potrebbero reagire diversamente al lavaggio e restringersi, infeltrire, ecc. A volte può essere un'opzione ricercata, ma a volte potrebbe rovinare il lavoro
- nell'alternare materiali e colori può essere divertente procedere in maniera irregolare e quasi casuale: in realtà, per ottenere un effetto piacevole e limitare i fastidi è bene cercare di bilanciare un po' colori e materiali, evitando di concentrare tutti i fili di un certo tipo in una sezione dell'ordito; meglio mantenere una certa simmetria di fondo e alternare i materiali.

lunedì 24 ottobre 2016

Ms &Os: sperimentazioni di colore

Ho continuato a sperimentare con i colori sull'ordito con rimettaggio Ms & Os iniziato questa estate.
Questi sono i risultati dopo il lavaggio. Va notato che dopo il lavaggo l'effetto di zone fitte e rade diventa più evidente.
Alternanza di giallo, rosso e arancione, usati con il bianco di fondo, da soli o alternati in ciascuna sezione. Si ottengono tantissime variazioni, per cui sia il colore, sia il motivo sembrano molto più complessi di quanto non siano effettivamente.
Alternanza di bianco e bordeaux, a formare grosse zone scambiate di quadrati a tela alternati a quadrati a righe verticali.
Giallo, verde e zone bicolori bianco e rosso bordeaux, in sezioni "basse, che ricordano un po' le cellule del nido d'ape.

sabato 3 settembre 2016

Sperimentazioni Ms and Os

Questo tipo di rimettaggio in inglese viene chiamato "Ms and Os".
Lavorato con un unico colore mette in evidenza zone più o meno compatte, realizzando quasi un "pizzo", come si vede nella parte color crema in basso (con filati sottili si usa spesso per le tende), mentre alternando i colori si possono ottenere effetti cromatici interessanti, come si vede nella sezione superiore.
Lo avevo già utilizzato per alcuni lavori, come una coperta in lana e una sciarpa in seta e cotone (seguendo i link trovate anche gli schemi), ma stavolta vorrei concentrarmi soprattutto sugli effetti di colore.
Ordito: cotone sottile color crema (tipo cotone n.5)
Trama: cotone sottile vari colori
Riduzione: 6 fili al cm
Armatura: Ms and Os su 4 licci

sabato 9 luglio 2016

Tessuti doppi: "Deflected double weave"

Un nuovo esperimento di tessitura ad 8 licci, stavolta con un tessuto "doppio".
Con questa tecnica si creano due tessuti che si interlacciano solo in alcune zone, mentre in altri punti emerge uno strato e l'altro resta sotto e viceversa.
Si ottiene un tessuto abbastanza consistente, in doppio strato.
Il campione è stato realizzato con lana misto merinos con pettine da 40/10, su 8 licci. Temendo di ottenere un tessuto troppo spesso, però, ho usato una riduzione troppo rada; dovrò sperimentare di nuovo, con una tessitura più compatta.

Il gioco dei colori è molto interessante, e si possono ottenere effetti diversi cambiando pedalature e colori, come si può vedere anche nei link che seguono.

Si possono trovare informazioni utili e alcuni schemi sul blog Random Acts of Color,
mentre lo schema di due sciarpe con questa tecnica si può scaricare da una pagina di correzione di VavMagasinet 

lunedì 7 settembre 2015

Tessere con la stoffa: le strisce di jersey

La tessitura con le strisce di stoffa è una tecnica molto usata per realizzare tappeti ("rag rugs", in inglese); è anche un modo per riciclare vecchie stoffe..
Il "filato" per la trama si prepara tagliando la stoffa in strisce continue larghe 1,5 - 2 cm; esistono diverse tecniche e on-line si trovano molti tutorial su come tagliare in maniera efficiente le strisce. Occorre parecchio materiale per fare un tappeto, quindi per la preparazione servono di tempo e pazienza; per iniziare a sperimentare, comunque, meglio partire con qualcosa di non troppo impegnativo (una borsa, un porta-tablet, ecc.) Si possono usare stoffe di ogni tipo, dal tessuto di cotone alla maglina, alle stoffe sottili, alla seta... si possono usare anche stoffe stampate, rigate, colorate. Ovviamente il disegno originale non si distinguerà più, ma si possono ottenere interessanti effetti cromatici. I tessuti che tendono a sfilacciarsi è necessario tagliarli in sbieco.
Per l'ordito si usa del cotone robusto; il colore può essere neutro o coordinato a quello delle strisce di stoffa, anche se resterà per lo più coperto. Per i tappeti si usa in genere il cotone povero.
La riduzione del pettine deve essere tale da consentire una tessitura a ordito coperto, quindi con fili abbastanza distanziati (ad esempio 2 fili al cm).

Per questo progetto ho utilizzato delle strisce di jersey ricavate da vecchie magliette. Le migliori sono le magliette senza cuciture laterali, perchè si possono tagliare delle strisce continue regolari; tagliare una striscia di circa 1,5 cm, poi farne un gomitolo; mentre si fa il gomitolo, tirare con decisione la striscia, che si arrotolerà su se stessa, creando un "filo" rotondeggiante. Normalmente il jersey non si sfilaccia.
In questo caso, ho lasciato i fili ai lati come della frange, ma con un po' di attenzione si possono fare delle cimose accettabili.
Nei cambi di colore, tenere conto che il "filo" di ordito è parecchio spesso, quindi è meglio tagliare la parte iniziale e finale della striscia in diagonale in modo che si assottigli progressivamente e sovrapporre le due estremità assottigliate, così da ottenere uno spessore uniforme anche dove c'è la giunzione.
Siccome il "filo" di jersey tende ad essere abbastanza elastico, cercare di non tirarlo e inserire la trama formando un'"onda", altrimenti il lavoro tenderà a restringersi e ad arrotolarsi; fare anche attenzione che la larghezza del lavoro rimanga costante.
Si può tessere solo con le strisce, oppure alternare una striscia di stoffa e un passaggio di trama in cotone (usando lo stesso cotone dell'ordito); in questo caso si otterrano delle righe verticali e un tessuto dall'aspetto più regolare, come nella fotto qui sopra.
La battuta deve essere ben decisa, in modo da ottenere un tessuto compatto. L'armatura è spesso a tela, ma con rimettaggi diversi (rosengang, a punta, krogabragd, ecc.) si possono ottenere effetti molto interessanti alternando i colori in trama. Si può lavorare anche su pettine-liccio, ma in questo caso è meglio non utilizzare stoffe troppo dure e consistenti, che necessiterebbero di una battuta troppo forte che rischierebbe di danneggiare il pettine.
Per chiudere il lavoro, lasciare sempre delle frange all'inizio e alla fine, abbastanza lunghe da poter essere annodate a due a due (o come si vuole), anche quando si prevede di non rifinire il lavoro con delle frange. Non fate come me, che ho semplicemente lavorato all'inizio e alla fine qualche centimetro con il cotone, pensando poi di rifinire a zig-zag fitto con la macchina per cucire e poi ripiegare l'orlo. Anche con numerosi passaggi a macchina i fili tendono a sfuggire e il lavoro di disfa o si allenta! (per questo motivo i tessuti fotografati in questo post attendono ancora di essere usati...) Magari usando filati meno scivolosi del cotone cablè che ho usato io la situazione è meno critica, però intanto vi metto in guardia!
La cosa migliore è: lavorare un bordo in cotone e lasciare le frange; annodare i fili di ordito unendoli a due a due con un bel nodo saldo; se si vuole, lasciare la frangia e abbellirla a piacere, oppure tagliare i fili della frangia facendo attenzione ai nodi e poi fare l'orlo ripiegato cucendolo a macchina o a mano.

sabato 27 giugno 2015

Modi per fare l'ordito


Il montaggio dell'ordito si può fare in diversi modi, e ogni tessitore ha le sue preferenze.
Il primo passaggio è la preparazione dei fili, che devono essere contati e misurati della stessa lunghezza. Per fare questa operazione ci si serve normalmente di un orditoio, ma per orditi corti si possono usare anche sistemi semplici come dei pioli.
Durante la misurazione dell'ordito è fondamentale creare un incrocio a "8" che tenga separati e in ordine i fili. I fili di ordito non devono essere troppo lenti nè troppo tirati: bisogna mantenere una tensione costante tra i pioli dell'orditoio, altrimenti alcuni fili saranno più lunghi e altri troppo corti.
Prima di togliere i fili dall'orditoio, è bene legarli in corrispondenza dell'"8", all'inizio e alla fine e, se l'ordito è lungo, anche in qualche altro punto, in modo che non si aggroviglino. Si inseriscono le verghe di incrocio nell'"8".

A questo punto si procede con il montaggio dell'ordito, che si può fare a partire dal subbio posteriore oppure a partire dal subbio anteriore.
Per il montaggio dell'ordito a partire dal subbio posteriore si procede con i seguenti passi:
- si posiziona l'ordito sulla bacchetta fissata al subbio posteriore, distanziando i fili in maniera regolare e in modo da distribuirli per una ampiezza pari a quella della larghezza del tessuto;
- si fanno passare i fili nel rastrello, distribuendoli correttamente;
- si avvolge l'ordito sul subbio posteriore, inserendo le bacchette o una striscia di carta da pacco per mantenere uniforme l'avvolgimento; è utile che una seconda persona tenga tirati i fili mentre l'altra sorveglia l'avvolgimento; ci si ferma lasciando una lunghezza non avvolta utile a poter eseguire le operazioni successive;
- si passano i fili nei licci;
- si passano i fili nel pettine;
- si legano i fili alla bacchetta del subbio anteriore, controllando che siano tutti in tensione uniforme.


Per il montaggio dell'ordito a partire dal subbio anteriore si procede invece così:
- si legano i fili alla bacchetta del subbio anteriore- si avvolge l'ordito sul subbio anteriore; è preferibile distribuire i fili su una larghezza simile a quella del tessuto da ottenere, ma non è particolarmente importante la regolarità dell'avvolgimento e il controllo della tensione; si lascia una lunghezza non avvolta utile a poter eseguire le operazioni successive;
- si passano i fili nel pettine;
- si passano i fili nei licci;
- si legano i fili alla bacchetta del subbio posteriore;
- si avvolge l'ordito sul subbio posteriore, inserendo le bacchette o una striscia di carta da pacco per mantenere uniforme l'avvolgimento;
- si riannodano i fili sulla bacchetta del subbio anteriore avendo cura di mantenere una tensione uniforme per tutti i fili.

Pro e contro
L'orditura fatta partendo dal subbio posteriore (cioè dal "dietro" del telaio) è generalmente più veloce, avendo meno passaggi; è più conveniente perchè si spreca meno filato: non è necessario infatti fare legature sulla bacchetta del subbio posteriore, ma vi si possono sistemare semplicemente gli anelli di filo ottenuti sull'orditoio. Per distribuire bene i fili è molto utile l'uso del rastrello e per il corretto avvolgimento è quasi indispensabile la presenza di un "aiutante".
L'orditura dal subbio anteriore è più lenta e richiede più legature, ma si può fare molto più agevolmente da soli e senza l'ausilio del rastrello; in genere è anche più facile, con questo metodo, ottenere una tensione ben uniforme.
In Italia è più frequente il montaggio dal subbio posteriore (dal "dietro" del telaio in avanti), mentre negli USA è molto più diffuso quello dal "davanti" verso dietro. A volte, leggendo libri o riviste americani, può essere utile tenerne conto, altrimenti le spiegazioni possono risultare un po' confuse.
In genere, si tende ad utilizzare sempre il metodo che si è imparato per primo, ma può valere la pena provarli entrambi: a volte la preferenza per l'uno o l'altro può essere data dal fatto di avere o meno un aiuto, dalla larghezza dell'ordito, dalla qualità del filato (filati costosi o pelosi è meglio montarli partendo da dietro), la posizione del telaio, l'accessibilità dei licci, ecc.

Alcuni link utili:
- un video che mostra le varie fasi della tessitura, a partire dall'ordito, presso il laboratorio trentino "Arteler", da YouTube (intorno al 20mo minuto iniziano a montare l'ordito sul telaio); in italiano;

- un articolo dettagliato, con istruzioni chiare e molte foto per montare l'ordito partendo dal subbio posteriore, di Louise French (in inglese)
- un altro ottimo articolo con molte foto e comprensibile anche se non si legge molto l'inglese, sempre per montare l'ordito a partire dal subbio posteriore (in inglese)
- perchè può essere meglio fare l'ordito partendo dal subbio posteriore in un post di Peggy Osterkamp (in inglese)

- montaggio dell'ordito dal subbio anteriore in un articolo di Madelyn Van Der Hoogt (in inglese)

martedì 14 aprile 2015

Tessere con il lino (o lino-cotone)


Il lino è un materiale molto bello e naturale, ma richiede un po' di attenzione in più per essere tessuto.
Dalla mia (breve) esperienza le regole da seguire sono:
- il lino non è elastico: nel preparare l'ordito cercare di essere molto regolari nella tensione
- per montare l'ordito, aiutarsi con il rastrello, in modo da avere i fili distribuiti regolarmente nella larghezza finale
- fare attenzione che i fili sul subbio non si sovrappongano e inserire sempre le stecche o la carta tra gli strati di avvolgimento, anche per orditi corti
- controllare che non ci siano nodi o ispessimenti del filo
- il lino si rovina velocemente a causa dello strofinio: mettere i fili doppi in cimosa (2/4 fili per lato); i fili di cimosa sono quelli che subiscono maggiore sfregamento e tensione rischiano di rompersi più facilmente
- pettine: meglio mettere 2 (o 3) fili per dente su un pettine più rado, perchè lo strofinio indebolisce il filo, che potrebbe spezzarsi; in pratica: meglio 2 fili per dente su un pettine da 40/10, piuttosto che un filo per dente con pettine 80/10

- non tendere troppo l'ordito
- battere a passo chiuso e con decisione, ma una volta sola (più battute, più strofinio, maggiore rischio di rovinare il filo)
- il lino è più resistente se è leggermente umido: spruzzare leggermente d'acqua l'ordito (molto leggermente e facendo attenzione a non bagnare le parti in metallo del telaio che potrebbero arrugginirsi), oppure tenere un panno umido sull'ordito dietro ai licci; alcuni consigliano di inumidire anche il filo di trama, ma non mi pare necessario
- la spoletta non deve essere troppo piena, per non impigliarsi nell'ordito e causare sfregamenti
- il filo di trama sulla spoletta va avvolto con cura e ben compatto (tende facilmente a svolgersi e impigliarsi nella navetta)
- avanzare spesso il lavoro, così il passo sarà ben aperto
- quando si sospende il lavoro, ricordarsi sempre di allentare la tensione dell'ordito
- un filo che sta per rompersi può essere "salvato" con la colla di farina: mescolare pochissima farina e qualche goccia d'acqua ottenendo una pappetta, che va stesa in piccolissima quantità sul filo che sta per rompersi, riunendo i capi (se finisce anche sui fili vicini, non è grave, ma controllare che non si incollino tra loro e che non si formino ispessimenti); attendere che sia perfettamente asciutta prima di riprendere a tessere; con il lavaggio la colla di farina si scioglierà e sparirà
- è possibile durante il lavoro qualche filo finisca con lo spezzarsi; sostituirlo con uno nuovo, assicurandosi che non sia eccessivamente teso
- non fare una rifinitura a frange, perchè tenderanno a disfarsi e rovinarsi; meglio prevedere di tessere qualche centimetro in più per un orlo da ripiegare
- una volta tolto dal telaio, lavare il tessuto in acqua mediamente calda (vi si devono poter immergere le mani senza problemi) con poco sapone; stirare quando è leggermente umido

Le stesse regole valgono per il lino-cotone (filato misto, metà lino e metà cotone).
In realtà, le regole sono le stesse valide un po' per tutti i materiali, solo che con il lino vanno osservate con più attenzione, perchè non c'è l'elasticità della lana a compensare le piccole irregolarità; e, quando un filo si rompe... è rotto!

mercoledì 14 gennaio 2015

La carta giapponese (Washi)

Uno dei vantaggi di abitare in una città come Roma è la possibilità di entrare in contatto con diverse culture senza doversi spostare più di tanto :-)
Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di assistere alla fabbricazione della carta giapponese (washi) presso l'Istituto Giapponese di Cultura di Roma, in una dimostrazione di Nobushige Akiyama.
La carta washi è molto sottile e resistente; comunemente è detta "carta di riso", ma in realtà è fabbricata con il "kozo", una varietà di gelso che cresce molto velocemente ed ha fibre piuttosto lunghe, che danno alla carta una particolare resistenza.
Il "kozo", la pianta da cui si ricavano le fibre per fare la carta washi.
Il telaio e la vasca con cui si fa il foglio di carta.
Il telaio; il foglio si forma su una stuoia di stecche di bambù sottilissime.
Il foglio di carta appena fatto
I fogli impilati; si mette un filo tra uno e l'altro per poterli separare facilmente.
La carta giapponese washi, oltre che come supporto per scrivere o dipingere, si usa anche per i pannelli delle case tradizionali. Recentemente (26 novembre 2014) è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio immateriale dell'Umanità.
Qui un video sulla carta giapponese washi e la sua fabbricazione.

venerdì 22 agosto 2014

Lavoro in corso - Saori

Sto lavorando ad una sciarpa multicolore con la tecnica "saori" (cioè in assoluta libertà!)
Ecco qualche immagine...
 
I fili colorati usati per l'ordito... (un mix di materiali, consistenze, spessori...)
 ... i due toni di viola per la trama, già avvolti sulle spolette...
... l'inizio della tessitura!
Sto tessendo su pettine-liccio, con armatura a tela. Per la tessitura sto usando la navetta da lancio, che è comodissima.
Per evitare che i filati irregolari si possano impigliare nel pettine, li ho passati nelle fessure del pettine-liccio, mentre nei "buchi" ho passato solo filati regolari e non troppo spessi.