sabato 29 agosto 2015
Come nasce una coperta
Un bel video sul processo di tessitura di una coperta in lana mohair.
da Nantucket Looms
giovedì 20 agosto 2015
Borsa semplice
Un piccolo esperimento estivo di tessitura a tela su pettine-liccio.
Cotone messo a più capi e cotone bouclè per l'ordito. Cotone bianco a più capi per la trama.
Pettine: 4 fili al cm
Larghezza al pettine: 30 cm
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domenica 16 agosto 2015
Libri di tessitura (storici)
Ho recentemente iniziato ad esplorare archive.org, un sito dove è possibile trovare molti testi liberi da copyright, digitalizzati, consultabili e spesso scaricabili. I libri sono conservati nelle biblioteche pubbliche, che sempre più spesso ricorrono alla digitalizzazione per conservare meglio e rendere più facilmente accessibili i libri, soprattutto quelli che iniziano ad avere una certa età.
Tra i libri di tessitura meritano di essere sfogliati e letti, anche se un po' datati:
Harriet Tidball, The Weaver's Book. Fundamentals in handweaving,1961
Un manuale ancora decisamente valido. Fornisce indicazioni per tutto il processo di tessitura a mano e analizza le varie tipologie di intrecci, con schemi ed esempi.
Mary Meigs Atwater, The Shuttle-craft Book of American Hand-weaving, 1928
Oramai un classico, contiene teoria, storia, e tanti schemi per motivi lanciati (overshot).
Pietro Pinchetti, Manuale del Compositore di Tessuti, Hoepli 1910
Finalmente una risorsa in italiano. Ha la sua bella età, ma i principi generali, la nomenclatura e la struttura delle armature (sono analizzate in particolare quelle complesse) sono tuttora validi.
Seguendo i link sotto ciascun titolo si arriva alla pagina da cui è possibile consultare on line il testo, oppure scaricarlo sul proprio computer (con varie opzioni di formato sulla destra della schermata). Il sito merita ulteriori esplorazioni utilizzando lo strumento di ricerca. Buona lettura!
----------
On archive.org you can find interesting weaving resources. They are old books, digitalized and downloadable, really useful also for the modern weaver. Try it!
Harriet Tidball, The Weaver's Book. Fundamentals in handweaving,1961
Mary Meigs Atwater, The Shuttle-craft Book of American Hand-weaving, 1928
are both highly recommended (clear instructions and a lot of patterns)
Tra i libri di tessitura meritano di essere sfogliati e letti, anche se un po' datati:
Harriet Tidball, The Weaver's Book. Fundamentals in handweaving,1961
Un manuale ancora decisamente valido. Fornisce indicazioni per tutto il processo di tessitura a mano e analizza le varie tipologie di intrecci, con schemi ed esempi.
Mary Meigs Atwater, The Shuttle-craft Book of American Hand-weaving, 1928
Oramai un classico, contiene teoria, storia, e tanti schemi per motivi lanciati (overshot).
Pietro Pinchetti, Manuale del Compositore di Tessuti, Hoepli 1910
Finalmente una risorsa in italiano. Ha la sua bella età, ma i principi generali, la nomenclatura e la struttura delle armature (sono analizzate in particolare quelle complesse) sono tuttora validi.
Seguendo i link sotto ciascun titolo si arriva alla pagina da cui è possibile consultare on line il testo, oppure scaricarlo sul proprio computer (con varie opzioni di formato sulla destra della schermata). Il sito merita ulteriori esplorazioni utilizzando lo strumento di ricerca. Buona lettura!
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On archive.org you can find interesting weaving resources. They are old books, digitalized and downloadable, really useful also for the modern weaver. Try it!
Harriet Tidball, The Weaver's Book. Fundamentals in handweaving,1961
Mary Meigs Atwater, The Shuttle-craft Book of American Hand-weaving, 1928
are both highly recommended (clear instructions and a lot of patterns)
mercoledì 5 agosto 2015
Il Tessilottero
Ecco a voi il Tessilottero, divertimento di fili avanzati che svolazza sul terrazzo...
Buona estate!
Buona estate!
venerdì 3 luglio 2015
L'uomo che piantava gli alberi
Dal bel libro di Jean Giono L'uomo che piantava gli alberi è stato tratto un bellissimo cortometraggio di animazione.
Le immagini semplici ed evocative accompagnano perfettamente la storia, che è un inno all'amore per la natura e un meraviglioso messaggio di speranza, un invito ad agire nel presente per costruire un futuro migliore.
Il film è stato premiato con l'Oscar nel 1988.
Le immagini semplici ed evocative accompagnano perfettamente la storia, che è un inno all'amore per la natura e un meraviglioso messaggio di speranza, un invito ad agire nel presente per costruire un futuro migliore.
Il film è stato premiato con l'Oscar nel 1988.
sabato 27 giugno 2015
Modi per fare l'ordito
Il montaggio dell'ordito si può fare in diversi modi, e ogni tessitore ha le sue preferenze.
Il primo passaggio è la preparazione dei fili, che devono essere contati e misurati della stessa lunghezza. Per fare questa operazione ci si serve normalmente di un orditoio, ma per orditi corti si possono usare anche sistemi semplici come dei pioli.
Durante la misurazione dell'ordito è fondamentale creare un incrocio a "8" che tenga separati e in ordine i fili. I fili di ordito non devono essere troppo lenti nè troppo tirati: bisogna mantenere una tensione costante tra i pioli dell'orditoio, altrimenti alcuni fili saranno più lunghi e altri troppo corti.
Prima di togliere i fili dall'orditoio, è bene legarli in corrispondenza dell'"8", all'inizio e alla fine e, se l'ordito è lungo, anche in qualche altro punto, in modo che non si aggroviglino. Si inseriscono le verghe di incrocio nell'"8".
A questo punto si procede con il montaggio dell'ordito, che si può fare a partire dal subbio posteriore oppure a partire dal subbio anteriore.
Per il montaggio dell'ordito a partire dal subbio posteriore si procede con i seguenti passi:
- si posiziona l'ordito sulla bacchetta fissata al subbio posteriore, distanziando i fili in maniera regolare e in modo da distribuirli per una ampiezza pari a quella della larghezza del tessuto;
- si fanno passare i fili nel rastrello, distribuendoli correttamente;
- si avvolge l'ordito sul subbio posteriore, inserendo le bacchette o una striscia di carta da pacco per mantenere uniforme l'avvolgimento; è utile che una seconda persona tenga tirati i fili mentre l'altra sorveglia l'avvolgimento; ci si ferma lasciando una lunghezza non avvolta utile a poter eseguire le operazioni successive;
- si passano i fili nei licci;
- si passano i fili nel pettine;
- si legano i fili alla bacchetta del subbio anteriore, controllando che siano tutti in tensione uniforme.
Per il montaggio dell'ordito a partire dal subbio anteriore si procede invece così:
- si legano i fili alla bacchetta del subbio anteriore- si avvolge l'ordito sul subbio anteriore; è preferibile distribuire i fili su una larghezza simile a quella del tessuto da ottenere, ma non è particolarmente importante la regolarità dell'avvolgimento e il controllo della tensione; si lascia una lunghezza non avvolta utile a poter eseguire le operazioni successive;
- si passano i fili nel pettine;
- si passano i fili nei licci;
- si legano i fili alla bacchetta del subbio posteriore;
- si avvolge l'ordito sul subbio posteriore, inserendo le bacchette o una striscia di carta da pacco per mantenere uniforme l'avvolgimento;
- si riannodano i fili sulla bacchetta del subbio anteriore avendo cura di mantenere una tensione uniforme per tutti i fili.
Pro e contro
L'orditura fatta partendo dal subbio posteriore (cioè dal "dietro" del telaio) è generalmente più veloce, avendo meno passaggi; è più conveniente perchè si spreca meno filato: non è necessario infatti fare legature sulla bacchetta del subbio posteriore, ma vi si possono sistemare semplicemente gli anelli di filo ottenuti sull'orditoio. Per distribuire bene i fili è molto utile l'uso del rastrello e per il corretto avvolgimento è quasi indispensabile la presenza di un "aiutante".
L'orditura dal subbio anteriore è più lenta e richiede più legature, ma si può fare molto più agevolmente da soli e senza l'ausilio del rastrello; in genere è anche più facile, con questo metodo, ottenere una tensione ben uniforme.
In Italia è più frequente il montaggio dal subbio posteriore (dal "dietro" del telaio in avanti), mentre negli USA è molto più diffuso quello dal "davanti" verso dietro. A volte, leggendo libri o riviste americani, può essere utile tenerne conto, altrimenti le spiegazioni possono risultare un po' confuse.
In genere, si tende ad utilizzare sempre il metodo che si è imparato per primo, ma può valere la pena provarli entrambi: a volte la preferenza per l'uno o l'altro può essere data dal fatto di avere o meno un aiuto, dalla larghezza dell'ordito, dalla qualità del filato (filati costosi o pelosi è meglio montarli partendo da dietro), la posizione del telaio, l'accessibilità dei licci, ecc.
Alcuni link utili:
- un articolo dettagliato, con istruzioni chiare e molte foto per montare l'ordito partendo dal subbio posteriore, di Louise French (in inglese)
- un altro ottimo articolo con molte foto e comprensibile anche se non si legge molto l'inglese, sempre per montare l'ordito a partire dal subbio posteriore (in inglese)
- perchè può essere meglio fare l'ordito partendo dal subbio posteriore in un post di Peggy Osterkamp (in inglese)
- montaggio dell'ordito dal subbio anteriore in un articolo di Madelyn Van Der Hoogt (in inglese)
domenica 21 giugno 2015
Bambole in tessuto doppio
Mi accorgo che non ho mai fatto un post approfondito sulle mie pupazzette.
Quindi vi presento adeguatamente le "star" che salutano nel finale del video di Leumann 2013!
L'idea di un pupazzo fatto in un unico pezzo nasce poco dopo aver sperimentato il tessuto doppio. La sfida che mi ponevo allora era di costruire direttamente sul telaio un personaggio, senza cuciture e già imbottito. A dire il vero, un minimo di cucitura deve esserci, perchè altrimenti non sarebbe possibile fargli delle braccia (o meglio, sarebbe possibile, ma con un altro aspetto e una diversa costruzione sul telaio, ma è un'altra storia).
I primi prototipi nascono nel 2011: tra di loro c'è "Luisa", caparbiamente desiderata da una simpatica bimba che finisce col portarsela a casa.
Tempo dopo, rivedo il progetto e mi rassegno a qualche cucitura in più, che mi consente di dare alle bambole una forma più gradevole. Rimane però il punto fermo della costruzione sul telaio della parte fondamentale del corpo, le braccia vengono pure tessute in doppio, ma con un ordito separato.
In queste immagini i passi della realizzazione.
L'ordito (fili sono tanti perchè il tessuto sarà in doppio strato).
La tessitura: in basso si vede il corpo (qui in viola) e in alto le gambe.
I corpi di alcune bambole appena tolti dal telaio: per alcune ho tessuto il busto con un filato colorato così da ottenere una sorta di "body" a cui basta aggiungere una stoffa arricciata a formare la gonna... e sono vestite!
La tessitura del "tubo" per le braccia. Il tutto viene poi imbottito e unito.
Il pupazzetto finito.
Infine si ricamano occhi e bocca, si aggiungono i capelli e gli abiti (ci si può sbizzarrire).
Tutte insieme a "Filo lungo filo" (e poi in tournée a Roma).
Ma sempre pronte a godersi i piccoli piaceri della vita!
L'idea di un pupazzo fatto in un unico pezzo nasce poco dopo aver sperimentato il tessuto doppio. La sfida che mi ponevo allora era di costruire direttamente sul telaio un personaggio, senza cuciture e già imbottito. A dire il vero, un minimo di cucitura deve esserci, perchè altrimenti non sarebbe possibile fargli delle braccia (o meglio, sarebbe possibile, ma con un altro aspetto e una diversa costruzione sul telaio, ma è un'altra storia).
I primi prototipi nascono nel 2011: tra di loro c'è "Luisa", caparbiamente desiderata da una simpatica bimba che finisce col portarsela a casa.
Tempo dopo, rivedo il progetto e mi rassegno a qualche cucitura in più, che mi consente di dare alle bambole una forma più gradevole. Rimane però il punto fermo della costruzione sul telaio della parte fondamentale del corpo, le braccia vengono pure tessute in doppio, ma con un ordito separato.
In queste immagini i passi della realizzazione.
La tessitura: in basso si vede il corpo (qui in viola) e in alto le gambe.
La tessitura del "tubo" per le braccia. Il tutto viene poi imbottito e unito.
Il pupazzetto finito.
Infine si ricamano occhi e bocca, si aggiungono i capelli e gli abiti (ci si può sbizzarrire).
Tutte insieme a "Filo lungo filo" (e poi in tournée a Roma).
Ma sempre pronte a godersi i piccoli piaceri della vita!
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mercoledì 17 giugno 2015
Mostra alla Scuola Arti Ornamentali "San Giacomo"
Dal 18 al 25 giugno sarà possibile visitare la consueta mostra di fine corso della Scuola Comunale Arti Ornamentali di via San Giacomo 11, a Roma.
Si potranno ammirare i lavori degli allievi dei vari corsi, dall'Arazzo alla Tessitura, all'Oreficeria, alla'Affresco, Scultura in Legno, Incisione, Oreficeria, Ceramica, Vetrate Artistiche, Disegno, Cesteria e tanto altro...!
Mostra Allievi di Fine Anno 2014-2015
inaugurazione giovedì 18 giugno alle ore 17
la mostra sarà aperta fino al 25 giugno
orario dalle ore 17.00 alle ore 19.00
chiusa mattina, sabato e domenica
Scuola Arti Ornamentali "San Giacomo" del Comune di Roma
Via di San Giacomo 11 Roma (Fermata Metro Spagna)
tel 06-36001843
La scuola "San Giacomo", del Comune di Roma, ha una importantissima e notevole tradizione storica: fondata nel 1871 è stata frequentata nel corso del tempo da allievi e artisti come Boccioni, Mafai, Severini, Scipione, Fazzini, Ziveri ...
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