venerdì 16 agosto 2013

Braccialetti d'estate 4: links!


L'estate è il momento giusto per i braccialetti! Sono lavori relativamente facili e veloci, e poi si può giocare con i colori, imparare qualche nuova tecnica e infine indossare la propria... opera!

Sul blog elcuadernodeideas (in spagnolo) si trovano alcune idee semplici e divertenti per braccialetti coloratissimi. Mi piacciono moltissimo i colori utilizzati e inoltre i braccialetti sono montati in maniera semplice ma rifinita:

- un braccialetto con la tecnica del kumihimo
- un braccialetto "a catena" all'uncinetto (non a catenella...)
- un braccialetto con una sorta di "tessitura" su un'anima di fili di cuoio (o corda)
Può essere una ottima idea per riciclare gli avanzi di ordito che rimangono alla fine di un lavoro, che in genere sono troppo corti per qualsiasi altro uso, ma che spesso è un peccato buttare... ci proverò!

Altri braccialetti:
- un braccialetto macramè multicolore con motivo "a foglie"
- un braccialetto macramè con piccoli dadi come "perline"
- un braccialetto a treccia multicolore con una tecnica insolita
- istruzioni per una collana alla maniera di Anni Albers, con rondelle da ferramenta, facilmente adattabile per un braccialetto
- un braccialetto-scoubidou in pelle (un'occasione per ripassare la tecnica)
- un braccialetto fatto avvolgendo dei fili colorati
- un braccialetto di fili colorati che formano un finto intreccio
- un braccialetto annodato e con perle, semplice ma d'effetto
- un braccialetto macramè adatto anche a un ragazzo
- un braccialetto con perline con tecnica semplice e ingegnosa

Inoltre, sul canale YouTube di TIAT (TyingItAllTogether) ci sono una gran quantità di video con spiegazioni chiare per tantissimi braccialetti annodati e intrecciati.

Per chi vuole provare il kumihimo, anche a portata di bambino, ci sono delle istruzioni "for dummies" (me compresa) sia per fare il telaietto che per lavorare la cordicella :
- istruzioni kumihimo per bambini (in inglese, con foto)

giovedì 8 agosto 2013

Braccialetti d'estate 3: treccia a 8 capi - Summer bracelets 3


Questo braccialetto è realizzato facendo una treccia con 8 fili.
Per il primo esperimento, meglio usare 4 colori diversi per rendersi conto del giusto ordine, poi una volta imparato si può giocare a piacere con le combinazioni!

Occorrente:
- 4 fili di cordino cerato di 4 colori (per la prima treccia ho usato: giallo, arancione, rosso, bordeaux) lunghi 1,5 metri (verranno piegati a metà, diventando così 8 capi)
- un piano d'appoggio (un cuscinetto, una tovaglietta di sughero, ecc) a cui fissare il lavoro con degli spilli
- spilli

Come si fa:
Piegare a metà i fili e fare un nodo a cappio per unirli.
Fissare il lavoro al piano di appoggio puntando un paio di spilli nel nodo.
Disporre i fili con questa sequenza:
Bordeaux - Rosso - Arancione - Giallo - Giallo - Arancione - Rosso Bordeaux
Dividere i fili in due gruppi (mantenendo l'ordine del colori di cui sopra) di 4 fili ognuno: 4 fili a destra, 4 fili a sinistra.
Prendere il primo filo a sinistra (Bordeaux) e passarlo sopra il secondo filo (Rosso), sotto al terzo (Arancione) sopra al quarto (Giallo), portandolo così nel gruppo di destra, che avrà quindi 5 fili.
Prendere il primo filo a destra e passarlo sottoal secondo (Rosso), sopra al terzo (Arancione), sotto al quarto (Giallo), sopra al quinto (Bordeaux).
Procedere così alternando:
il primo filo a sinistra che fa: sopra, sotto, sopra
il filo di destra che fa: sotto, sopra, sotto, sopra
Uno schema grafico molto utile è su howdidyoumakethis.
La seconda treccia è realizzata con 4 fili blu e 4 turchese, sistemati così: 2 turchese, 4 blu, 2 turchese.


------------------------------
This bracelet is a 8-strand flat braid.
You can find a clear explanation in English on howdidyoumakethis.

giovedì 1 agosto 2013

Seta riciclata (aka "sari silk")


Nelle scorse edizioni di "Filo lungo Filo" al villaggio Leumann di Collegno non ho saputo resistere ai gomitoli e alle matasse di seta riciclata vendute al banchetto di Namaste Sahti, un importatore francese che vende filati attenti all'ambiente e solidali. In particolare, la seta riciclata che ho preso io viene dal Nepal.
Il filato viene ottenuto filando i fili residui della lavorazione della seta, oppure riciclando le fibre dei sari. Si tratta quindi di un filato che recupera materiali altrimenti destinati ad essere buttati (quindi ecologico), realizzato da cooperative di donne che così contribuiscono al benessere delle loro famiglie (e quindi solidale).
Proprio perchè la materia prima è la seta dei sari, i colori sono meravigliosi. I sari indiani (e non solo) hanno colori fantastici, che in questi filati sono mescolati tra loro dando un risultato brillante e imprevedibile, secondo me di grandissimo fascino. Un fascino reso ancora più intenso dal pensiero che queste fibre, prima di essere un gomitolo, sono state abiti bellissimi che hanno accompagnato la vita di donne di Paesi lontani, magari nelle feste o nei matrimoni... mi piace pensare che il filo si porta dietro una storia, e che questa storia sia tramandata dalle donne: prima come abito femminile (sari), poi come fibra filata dalle donne nepalesi, infine come filato che tesserò sul mio telaio !

La seta riciclata può essere lavorata a maglia, all'uncinetto, al telaio, ecc. Alcuni tipi sono più morbidi (ad esempio la matassa nella foto sopra), altri più rigidi; dipende spesso dal modo in cui è stata filata: a volte la filatura è molto stretta e avvolta, quindi il filo resta più rigido e compatto. Quando la filatura è più morbida il filato è più adatto per il lavoro all'uncinetto o a maglia da indossare, mentre i filati più rigidi sono più consigliabili per le borse e gli accessori.
E' in generale meglio fare gomitoli ben compatti e stretti, altrimenti il filato tende a scappare e ad avvoltolarsi, con conseguenze molto fastidiose! La cosa migliore è fare il gomitolo a mano (con la gomitolatrice il filato si impiglia e comunque il gomitolo resta troppo lento, rischiando di disfarsi e aggrovigliare il filo) e poi conservarlo dentro ad un pezzo di collant; quando si lavora, mettere il gomitolo in un sacchetto (tipo quelli per il freezer) chiuso con un laccetto in modo che il sacchetto rimanga abbastanza accostato al gomitolo: il gomitolo deve girare solo il poco che basta per far uscire il filo che man mano viene lavorato.

Il filato di seta riciclata è composto in gran parte da fibre corte, quindi risulta peloso. Bisogna tenerne conto sia perchè un po' perde i pelucchi, e poi perchè è abbastanza caldo: per gli accessori va benissimo per tutte le stagioni, mentre per capi da indossare non è un filato da clima caldo (ovviamente se usato come rifinitura o decorazione va benissimo sempre).
Se viene sottoposto a forte trazione il filato può sfilacciarsi. Non è quindi molto adatto in tessitura come ordito. Meglio usare per l'ordito un filato di colore coordinato ma liscio e resistente, mentre per la trama via libera alla seta riciclata!
Meglio non lasciare frange o capi liberi, perchè col tempo rischiano di spelacchiarsi o disfarsi. Nelle sciarpe, fare le frange arrotolate e strette all'estremità con un nodo, oppure fare una treccia, sempre fermata da un nodo.
Per lo stesso motivo, volendo usare la seta riciclata per un cordino, meglio intrecciarlo o arrotolarlo o al massimo annodarlo di tanto in tanto (e soprattutto alle estremità), invece di usare il filo libero che invece tenderà molto presto a perdere l'avvolgimento e man mano il filo si disferà...

La seta riciclata è in genere irregolare nello spessore, con tratti più sottili e più spessi che si alternano in maniera casuale. Anche i colori si alternano spesso in maniera casuale, ed è questa la caratteristica sicuramente più affascinante di questo filato; talvolta i gomitoli e le matasse hanno un colore dominante (più verso il blu, o verso il rosso, ecc.), ma soprattutto per i gomitoli è possibile che all'interno ci siano altri colori che all'inizio non si vedono. Se si progetta un lavoro in cui il colore è importante, preferire le matasse, in modo da poter verificare che i colori siano quelli voluti.
In ogni caso l'aspetto multicolore e sorprendente del filato dà al lavoro un carattere unico e speciale!


Di solito il filato riciclato non stinge: la seta trattiene bene i coloranti, e il fatto che la materia prima siano i sari fa sì che si tratti di materiali che sono stati già lavati. In ogni caso, proprio la diversa provenienza della materia prima consiglia di essere prudenti: meglio non accostare nello stesso lavoro la seta riciclata a filati bianchi o chiari e uniformi, a meno di non aver prima lavato il filato verificando la solidità dei colori di TUTTO il filato (è materiale riciclato: basta un solo tratto di filo che stinge per macchiare il bianco...)
Normalmente, tuttavia, non ci sono problemi.
Per andare sul sicuro, chi mi ha venduto il filato mi ha consigliato di mettere il capo finito a bagno in acqua e aceto per almeno un quarto d'ora prima di fare il primo lavaggio. Lavare a mano in acqua fredda con detergente delicato (lo shampoo va benissimo), non strizzare, ma rimuovere l'eccesso d'acqua avvolgendo il capo in un asciugamano e poi far asciugare in piano all'ombra, come per tutte le cose delicate e/o fatte a mano.
Procedendo così non ho avuto sorprese, se non la meraviglia dei colori!
Qui trovate un post con una mia sciarpa realizzata con la seta riciclata.

venerdì 26 luglio 2013

Sciarpa in seta con fili colorati

Ecco una nuova sciarpa, in seta bourette blu e seta riciclata.
L'ordito è tutto in seta bourette blu, 136 fili lunghi 2.75 m.
Trama in seta bourette blu.
Ho usato un pettine da 60/10, passando 1 filo per dente come segue:
32 fili (1 per dente)
*saltare 4 denti del pettine
24 fili*
ripetere la parte tra gli asterischi e finire con 4 denti saltati e 32 fili.
Il rimettaggio è seguito, con intreccio a tela (quindi si può fare anche con un telaio a due licci o a pettine-liccio).
La sciarpa sul telaio: si vedono gli spazi lasciati al pettine

Ho poi tagliato 16 fili di seta riciclata multicolore lunghi 2,10 metri e li ho uniti a gruppi di 4 fili. Ho fatto passare i gruppi di fili di seta riciclata nelle fasce verticali "vuote" che si sono formate laddove avevo saltano i 4 denti del pettine: ogni 6 passaggi a tela ho passato i fili alternativamente una volta tutti sopra e la volta dopo tutti sotto, usando semplicemente le mani. Quando i fili sono lughi, meglio avvolgerli a farfallina per maneggiarli meglio.
Durante la tessitura, dopo 6 passaggi a tela, i gruppi di fili colorati vengono infilati negli spazi dell'ordito.

Ho usato questo metodo perchè il filato di seta riciclata è un po' delicato e soprattutto è irregolare (il che è il suo bello), con parti sottili e spesse. Non mi sembrava adatto ad essere usato come ordito, perchè temevo che le parti spesse potessero incastrarsi nel pettine rovinando il filato anche a causa dello strofinio.
La sciarpa è lunga circa 190 cm (frange escluse) e larga circa 25 cm.
Le frange sono avvolte e fermate con un nodo in fondo; usando la seta riciclata è indispensabile fare le frange avvolte, perchè con l'uso e il lavaggio il filato tende a rovinarsi.
Dopo il lavaggio e l'asciugatura, avvolgere la sciarpa a "rotolo" intorno ad un mattarello o ad un bastone e rullarla su un tavolo, così da renderla ancora più morbida.
Lo stesso procedimento si può usare per ottenere righe in ordito di filati grossi, irregolari o delicati. La tecnica è facilissima e mette in evidenza i colori e la texture di filati particolari. E' inoltre possibile, montando un ordito adeguatamente lungo, fare più sciarpe usando filati diversi per le righe verticali.

mercoledì 24 luglio 2013

Portapennelli - Brush-roll

Questo è un portapennelli di mia invenzione.
In un astuccio di stoffa i pennelli rischiano di rovinarsi, perchè le setole si piegano e rimangono schiacciate, perdendo la forma. Con un "rotolo" rigido come questo, invece, stanno in ordine e protetti, e si possono mettere in borsa senza paura che si rompano o si deformino.
Con lo stesso principio si possono fare anche:
porta-matite o pennarelli o pastelli
porta-attrezzi (cacciaviti, sgorbie, lime...)
portapennelli da trucco
ecc. ecc.

Occorrente:
- una tovaglietta di bambù (si trovano a poco prezzo sulle bancarelle o nei negozi di casalinghi)
- una striscia di tessuto elastico tipo lycra lunga 70 cm e alta 2-3 cm (si può recuperare da qualche vecchio indumento elasticizzato), oppure un pezzo equivalente di nastro di elastico.

Come si fa:
"tessere" la striscia di lycra a circa 2/3 dell'altezza della tovaglietta, passando sopra e sotto alle stecche di bambù; i passaggi dovrebbero essere lunghi 2-3 cm, anche in base allo spessore dei pennelli (o degli oggetti) che si vogliono inserire. L'operazione può essere disagevole, perchè le stecche sono molto vicine: per aiutarmi ho usato un ago passato tra le stecche per "catturare" un pezzettino della stoffa, così da poter poi tirare il resto. Fare attenzione a non attorcigliare la stoffa e a non tirarla troppo: deve essere un po' tesa, ma non tanto da impedire che la tovaglietta resti ben stesa una volta appoggiata su un piano.
Lasciare liberi su ciascun lato della tovaglietta 15-20 cm di nastro.
Inserire i pennelli (o quel che si vuole); la prima volta, verificare che il nastro sia abbastanza teso da non lasciarli scivolare via, ed eventualmente aggiustare la tensione. Piegare a metà e arrotolare. Avvolgere il nastro intorno al rotolo e fare un fiocco.

--------------------------
I made this "brush-roll" using a bamboo table mat and a strip of elastic cloth (recycled from old clothes).
I wove the strip through the bamboo sticks, creating the holes for the brushes. It is a little tricky, because the sticks are very close, but you can use a needle to catch the strip. Be careful not to twist and not to pull too tight the strip. Leave 15-20 cm of strip on each end: the will be your closure.
Put your brushes (or pencils, or whatever you want) inside, fold in half and roll. Use the ends of the strip to tie.
This "brush-roll" is useful to carry brushes that could be damaged inside a softer bag; you can also find them more easily.

giovedì 18 luglio 2013

Braccialetti d'estate 2: bottoni - Summer bracelets 2

Ecco un braccialetto molto facile da fare ma dall'effetto molto grazioso. E' un lavoro che anche i bambini e quelli con non troppa pazienza possono fare, perchè è anche piuttosto veloce.
Si possono ottenere infinite varianti usando bottoni e perline diverse.

Occorrente:
60-70 cm di cordino sottile di nylon
8 bottoni di legno di 1,5 cm di diametro con 2 fori
8 perline di legno di 0,5 cm di diametro
Questi sono i materiali che ho usato per un braccialetto di 20 cm; si può usare qualsiasi altro tipo/misura di bottone e di perline, ne serviranno magari di più o di meno, ovviamente... Si può usare qualsiasi tipo di filo/cordino; è meglio però che sia di un materiale che non si sfilaccia troppo facilmente. Verificare che il cordino messo doppio passi agevolmente nei fori dei bottoni.

Infilare i due capi del cordino ciascuno in un foro del primo bottone e tirare fino ad avere il bottone a metà del filo.
Infilare entrambi i capi del filo in una perla.
A questo punto, per capirci meglio, chiamiamo i capi  del filo A e B e individuiamo il davanti e il dietro del bottone (se sono diversi, altrimenti non c'è problema). Prendere il secondo bottone e infilare il capo A nel primo foro passando da davanti a dietro; poi infilare il capo B nello stesso foro ma passando da dietro a davanti. Far scorrere il bottone vicino alla perla precedente, poi: infilare il capo B nel secondo foro passando da davanti a dietro; e infilare il capo A nello stesso foro passando da dietro a davanti.
(E' molto più difficile da dire che da fare: in pratica, i due fili passano alternatamente sopra e sotto al bottone in maniera scambiata)
Unire i due capi e passarli in una perla.
Proseguire alternando un bottone una perla fino alla lunghezza voluta, terminando con una perla.
Misurare il braccialetto sul polso: la parte di bottoni deve essere un poco più corta della circonferenza. Facendo passare i cordini uniti attorno al primo bottone, individuare la misura giusta del cappiolino che farà da asola. Fare un nodo a cappio con i due cordini e stringerlo bene.
Tagliare i capi del cordino poco sotto il nodo e scaldare le estremità con un accendino per farle leggermente fondere.
Per indossare il braccialetto, passare il bottone nell'asola e ammirare!

mercoledì 10 luglio 2013

Braccialetti d'estate 1: scubidou - Summer bracelets 1


Per l'estate ho pensato di inaugurare una piccola serie di post dedicati ai braccialetti intrecciati, annodati, ecc.
Il  primo è un classicissimo: lo scubidou.
Da ragazzina non avevo mai imparato (nonostante sia stata adolescente nel periodo in cui tutti sapevano farlo !!!), quindi ho recuperato adesso...
Per fare un braccialetto di circa 20 cm occorrono:
- 2 metri di cordino piatto (3mm) di finta pelle azzurro
- 2 metri di cordino piatto (3mm) di finta pelle verde

Per fare lo scubidou, ecco alcune spiegazioni utili:
- video dell'inizio (in inglese; l'autore è mancino, quindi fa tutte le operazioni con la sinistra, ma è facile adattare )
- video dell'intreccio (in inglese)
- video della chiusura (in inglese)
- video di spiegazione generale di come si fa lo scubidou (in italiano, il video è un po' artigianale ma abbastanza chiaro)
- schema e spiegazione in forma di testo (in italiano); quello che ho fatto io è quello quadrato.

--------------
In Italian we call this kind of bracelet "scubidou". They were very popular among teens during the 70s and 80s, when I was a teen, too; but I didn't learn how to make them at that time!
I have learned, now, and made this bracelet from faux leather.
Here are some links to make one.

mercoledì 3 luglio 2013

Inkle loom

Due lavoretti in corso con l'inkle loom.