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mercoledì 10 luglio 2013
Braccialetti d'estate 1: scubidou - Summer bracelets 1
Per l'estate ho pensato di inaugurare una piccola serie di post dedicati ai braccialetti intrecciati, annodati, ecc.
Il primo è un classicissimo: lo scubidou.
Da ragazzina non avevo mai imparato (nonostante sia stata adolescente nel periodo in cui tutti sapevano farlo !!!), quindi ho recuperato adesso...
Per fare un braccialetto di circa 20 cm occorrono:
- 2 metri di cordino piatto (3mm) di finta pelle azzurro
- 2 metri di cordino piatto (3mm) di finta pelle verde
Per fare lo scubidou, ecco alcune spiegazioni utili:
- video dell'inizio (in inglese; l'autore è mancino, quindi fa tutte le operazioni con la sinistra, ma è facile adattare )
- video dell'intreccio (in inglese)
- video della chiusura (in inglese)
- video di spiegazione generale di come si fa lo scubidou (in italiano, il video è un po' artigianale ma abbastanza chiaro)
- schema e spiegazione in forma di testo (in italiano); quello che ho fatto io è quello quadrato.
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In Italian we call this kind of bracelet "scubidou". They were very popular among teens during the 70s and 80s, when I was a teen, too; but I didn't learn how to make them at that time!
I have learned, now, and made this bracelet from faux leather.
Here are some links to make one.
lunedì 25 febbraio 2013
Cuoricini
![]() |
| da http://honestlywtf.com |
L'unica cosa in cui mi sono cimentata è stata copiare i braccialetti con i cuoricini che vedete qui sopra; le prime prove non mi hanno soddisfatta (e quindi non le ho fotografate), ma un braccialetto azzurro e giallo è venuto bene ed ora gira al polso di un ... ammiratore (del braccialetto).
Il principio è quello classico dei braccialetti annodati che si fanno da ragazzini e i procedimento è spiegato molto bene e con molte foto da Honestly...wtf . Anche se la spiegazione è in inglese, le immagini aiutano anche che volesse saltare la parte "a parole" per dedicarsi ai fatti.
E siccome siamo in vena romantica, vi suggerisco di guardare questo bellissimo "corto" della Disney.
domenica 31 ottobre 2010
Tappeti in Turchia
La tessitura dei tappeti turchi avviene su telai verticali, in genere metallici. Il telaio ha la misura del tappeto finito e l'ordito è un grande anello che fa il giro attorno al subbio superiore e inferiore e viene spostato man mano che il lavoro procede. C'è un sistema di tensionamento che viene allentato per favorire l'avanzamento del tappeto già fatto verso il basso, così da consentire alla tessitrice di avere sempre la zona da lavorare davanti alle proprie mani.
L'ordito può essere di lana o di cotone, secondo il tipo di tappeto; il colore è comunque bianco.
Nella parte alta del telaio sono sistemate delle matasse o delle rocche del filato usato per la trama, nei vari colori necessari. Ogni due passaggi di tela si fa una fila di nodi, seguendo il disegno sistemato vicino al lavoro.
Il nodo usato è il nodo "ghiordes" o turco, che dà ai tappeti una grande resistenza all'usura.A scuola ho imparato anch'io questo nodo, che in Scandinavia viene chiamato "rya"; nella versione scolastica e in quella del nodo "rya" si tagliano dei pezzetti di filo che poi si usano per fare il nodo, mentre le tessitrici turche usano il filo prendendone un capo direttamente dalla rocca o dal gomitolo, fanno poi il movimento del nodo attorno a due fili di ordito e poi, con un coltello che tengono nella mano, tagliano il filo dal gomitolo e proseguono a fare il nodo successivo allo stesso modo. Sono velocissime, sia nel fare i nodi, sia nel seguire il disegno cambiando colore di volta in volta, però per fare un tappeto ci vogliono milioni di nodi e servono perciò mesi, se non anni, per completarne uno!
Terminata la fila dei nodi, questi vengono battuti con un pettine (nella foto è lo strumento a sinistra sulla panca) e poi il "pelo" viene pareggiato con delle grosse forbici.
La trama può essere di lana, di cotone mercerizzato (ha un colore brillante e somiglia alla seta, ma è più grossolano), o, per i tappeti più pregiati, di seta.
Un curiosità: il nodo "ghiordes" sembrerebbe avere una parentela con il "nodo gordiano" della mitologia (non ho trovato conferme, ma un ripasso della storia fa sempre bene...)
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