lunedì 18 aprile 2011

Botanical Garden in Rome

It's spring!
A pleasant walk in the Botanical Garden and my eyes are full of wonderful colors...

venerdì 15 aprile 2011

Come fare le tavolette per la tessitura

Materiale occorrente:

- cartone robusto; si possono recuperare imballaggi o anche usare carte da gioco plastificate. Per le mie tavolette ho usato il cartone delle scatole del detersivo: per iniziare va bene, anche se dopo un po' di uso comincia a rovinarsi

- forbici

- squadra o righello

- nastro adesivo di carta

- succhielli

- pennarello indelebile


Come si fa

Tagliare dei quadrati di 6 cm di lato.

Impilare i quadrati facendoli ben combaciare sui lati. Fermarli a pacchetto con del nastro adesivo di carta.

Segnare i punti da forare ai 4 angoli, distanziati di 1 cm dal bordo.

Con un succhiello sottile forare da parte a parte tutto il pacchetto di tavolette nei punti segnati. Passare poi un succhiello più grande per ingrandire i fori, che dovrebbero essere di circa 0,5 cm. Passare i succhielli in entrambe le direzioni, così da pareggiare i fori.

Togliere il nastro di carta.

Segnare i fori con le lettere A-B-C-D messe in senso orario. Se il cartone ha un lato stampato o colorato, segnare le lettere sempre sullo stesso lato.

Riunire di nuovo le tavolette in un unico pacchetto, facendo corrispondere le lettere dei fori.

Con un grosso pennarello indelebile segnare una linea sul lato A-B, sulla costa della tavolette (tenerle unite aiuta a compiere più rapidamente l'operazione) e, volendo, su almeno una delle facce.

Con le forbici arrotondare gli angoli di ogni tavoletta.

Le tavolette si possono fare anche di materiali più duraturi, come il PVC o il legno. Il procedimento è lo stesso, ma per fare i fori è necessario usare il trapano. Le tavolette devono essere lisce e senza spigoli.

Venti-trenta tavolette sono sufficienti per gran parte dei lavori.

domenica 27 marzo 2011

Tessitura a tavolette


Ieri ho sperimentato per la prima volta, durante un laboratorio, la tessitura a tavolette, detta anche tessitura a cartoni, poichè si usano come licci dei quadrati di cartone (o legno sottile o plastica), forati ai quattro angoli.
E' un tipo di tessitura abbastanza semplice e... portatile: occorrono solo il filo e le tavolette, più un punto a cui ancorare il lavoro per tenerlo in tensione.
Tecnica antichissima, consente di realizzare principalmente delle strisce di tessuto con motivi che cambiano a seconda della diversa sequenza dei colori nei fori delle tavolette e a seconda del movimento che viene fatto con queste ultime.
Il segnalibro della foto qui sopra è il mio primissimo lavoro con questa tecnica.

Alcuni link per saperne di più (e per imparare):
- la storia della tessitura a tavolette, con particolare riferimento al Nord Africa (in francese)
- storia ed esempi di tessitura a tavolette nell'Antico Egitto (in francese)
- istruzioni per imparare la tecnica della tessitura a tavolette, di Mary Meigs Atwater
- un altro libretto di istruzioni, di Mabel W. Peach
- motivi semplici per la tessitura a tavolette (ottime per cominciare con i primi esperimenti) da "Weaver's"
- altre tecniche con le tavolette: garza, ordito spaziato, motivi double-face, sempre da "Weaver's"
N.B. - per visualizzare o scaricare i testi, una volta aperta la pagina, bisogna cliccare sul link al .pdf dove è scritto "filename" (sulla destra dello schermo)

Card Weaving

Yesterday I had my first attempt in card weaving.
This technique is quite simple and allows to make interesting woven bands only with yarn and some squares of cardboard.
It is very ancient, and is also known as "tablet weaving".
Here are some interesting links:
- history of tablet weaving, expecially about North Africa (in French)
- history and examples of tablet weaving in Ancient Egypt (in French)
- instructions for tablet weaving by Mary Meigs Atwater
- basic patterns in tablet weaving from "Weaver's"
- other patterns and techinques from "Weaver's" are here (double faced), here (spaced warp) and here (gauze)

giovedì 24 marzo 2011

Tessuti e Vita



I tessuti ci accompagnano per tutta la vita e possono essere frammenti di ricordi.
Una bella mostra propone on-line pezzetti di stoffa, nastrini, coccarde che accompagnavano i bambini abbandonati di Londra, e che spesso erano il loro unico segno distintivo.
L'ho trovata molto interessante per il contenuto storico e tessile, ma soprattutto commovente dal lato umano.
Ecco dove visitarla (purtroppo solo virtualmente perchè ha chiuso il 6 marzo): Threads of feeling

Textiles and Life

Textiles are everywhere in our lives, but I didn't happen to think there was an archive preserving little textile pieces that were found with the abandoned children in London in past centuries.
On Threads of feeling you can find a virtual exhibition which is both interesting for a textile lover and touching for every human being.

lunedì 28 febbraio 2011

Confusione... creativa (?) - Creative (?).. confusion

La situazione è un po' questa: sono disordinata cronica, e ormai non me ne preoccupo neppure più.
Nel lavoro, incredibilmente, sono capace di procedere con grande ordine e razionalità e non sopporto le situazioni confuse e inutilmente complicate.
Nelle cose più o meno creative che faccio per mio piacere, ondeggio tra furore ossessivo (non riesco a pensare ad altro) e lunghi ed inspiegabili periodi di inattività.
Ecco, sono un una fase dell'ultimo tipo.
Per fortuna non mi sento in colpa.
Almeno per ora.

domenica 20 febbraio 2011

Parole Tessili 1 - Textile Words 1

Molte delle parole usate per indicare i tessuti possono farci fare il giro del mondo!

Angora - tipo di lana molto morbida ricavata dal pelo del coniglio d'angora, originario della città turca di Ankara, da cui viene il nome.

Calico (o Calicot) - tela di cotone stampata a disegni semplici di uno o più colori. Il nome viene dal nome della città indiana di Calcutta (Calicut), principale porto da cui questa stoffa veniva esportata in tutto il mondo

Cambrai (o Cambric) - tela di cotone sottile e leggera, simile alla mussola. Prende nome dalla città francese di Cambrai.

Cashmere - lana molto morbida ottenuta da capre originarie della regione del Kashmir, da cui il nome. Ha iniziato ad essere importato in Europa a partire dal XIX secolo.

Damasco - tessuto operato monocolore con disegni ad effetto lucido/opaco. Probabilmente nato in Cina, deve il suo nome alla città siriana di Damasco, da cui nel XII secolo questa stoffa veniva esportata in tutto il Mediterraneo. In seguito nacquero importanti majifatture di damasco in Italia e in diverse città europee.

Denim - è il tessuto dei jeans, tradizionalmente tinto di indaco e realizzato a saia con robusto filo di cotone. Il nome viene dalla contrazione di serge de Nimes, cioè tela della città francese di Nimes.

Fiandra - tessuto monocolore con disegni ad effetto lucido-opaco, anticamente realizzato in lino e molto pregiato, poi tessuto anche in cotone e altri filati. Originariamente prodotto nella regione delle Fiandre, da cui il nome.

Fustagno - tessuto grossolano e robusto, in saia di cotone o misto di cotone-lino, che prende nome da El Fustat, l'area del ghetto appena fuori la città del Cairo dove nel III secolo d.C. questa stoffa sarebbe stata prodotta per la prima volta.

Garza - tessuto leggero e traforato, usato sia per abiti leggeri, sia come velo e per la protezione dagli insetti. Prende nome dalla città di Gaza in Palestina.

Jeans - stoffa denim blu, dal XVI secolo chiamata anche jeans, dalla città di Genova, dove era usata per le vele e per i sacchi da caricare sulle navi. Blue-jeans verrebbe da bleu de Gênes, cioè blu di Genova, colore tradizionalmente usato per questa stoffa molto resistente, usata per abiti da lavoro e poi per capi di abbigliamento.

Jersey - è una stoffa di maglia; prende nome dalla maglia pesante che alla fine del XIX secolo era usata dai pescatori dell'isola inglese di Jersey .

Madras - tessuto in tela di cotone molto usato per le camicie, con effetti di rigatura o quadrettatura. Prende nome dalla provincia indiana di Madras.

Mussola - tessuto leggero di tela di cotone, che ha avuto origine dalla città irachena di Mosul, dove si produceva questa stoffa tessuta a mano con fili sottilissimi, che perciò era molto pregiata e costosa.

Organza - tessuto a tela molto leggero e trasparente, in cotone (se è di seta è detto organzino). Il nome deriva dalla citta di Urghenz in Turkestan.

Shantung - tela di seta irregolare e pesante, dall'aspetto grezzo. Originario della provincia cinese di Shandong.

Tulle - tessuto a rete molto leggero creato da un 'intreccio di fili molto aperto; il nome viene dalla città francese di Tulle.

Queste sono le parole che ho trovato finora: sicuramente ce ne sono molte altre e ogni suggerimento è benvenuto! Grazie.